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Tornano dopo 12 anni i veterani del Death Metal teutonico: nono album per i Fleshcrawl Tornano dopo 12 anni i veterani del Death Metal teutonico: nono album per i Fleshcrawl Hot

Tornano dopo 12 anni i veterani del Death Metal teutonico: nono album per i Fleshcrawl

recensioni

titolo
Into the Catacombs of Flesh
etichetta
Apostasy Records
Anno

PROVENIENZA: Germania 

GENERE: Death Metal 

SIMILAR ARTISTS: Vomitory, Carnage, Dimsember, Grave, Entombed 

LINE UP: 
Sven Gross - vocals 
Oliver Grbavac - guitars, vocals 
Slobodan Stupar - guitars 
Manu Markowski - bass 
Bastian Herzog - drums. vocals 

TRACKLIST: 
1. Into the Catacombs of Flesh [05:22] =ASCOLTA= 
2. Mass Obliteration [03:34] =VIDEO= 
3. Ossuary Rituals [02:45] =VIDEO= 
4. Funeral Storm [02:36] 
5. Grave Monger [03:18] 
6. Chained Impalement [02:59] 
7. Law of Retaliation [03:14] 
8. Obliteration Bizarre [01:49] 
9. Red Streams of Sorrow [03:10] 
10. Of Frozen Bloody Grounds [02:57] 
11. Suffer the Dead [02:59] 
12. Among Death and Desolation [04:30] 

Running time: 39:13 

opinioni autore

 
Tornano dopo 12 anni i veterani del Death Metal teutonico: nono album per i Fleshcrawl 2019-12-04 19:44:54 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    04 Dicembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tornano dopo ben 12 anni dall'ultima release i veterani della scena Death Metal tedesca: i Fleshcrawl, che con il nuovo "Into the Catacombs of Flesh", licenziato da Apostasy Records, rilasciano il loro nono album, 12 anni dopo, per l'appunto, "Structures of Death". Nonostante gli anni passati e due nuovi innesti col tempo (il chitarrista Slobodan Stupar ed il bassista Manu Markowski), i Fleshcrawl rimangono fedeli alle loro sonorità: Sven Gross e soci restano, insomma, il più 'svedese' dei gruppi tedeschi. Coetanei in pratica dei mostri sacri della vecchia scuola scandinava, i Fleshcrawl hanno seguito da subito quel dato filone con risultati quasi sempre ben oltre la media, con la sola eccezione di "Soulskinner" e di, in parte, "Bloodred Massacre" (almeno per il sottoscritto).
"Into the Catacoms of Flesh" ci restituisce una band che ha ben chiaro il proprio obiettivo e che riesce nel proprio intento: lungi dall'inventare qualcosa di nuovo, i Fleshcrawl tirano fuori semplicemente quello che ci si aspetterebbe da loro, ossia un album di puro e semplice Death Metal che saprà intrattenere a dovere gli amanti del genere. Senza pretese, senza strafare, la band teutonica mette in mostra i muscoli con un album compatto e quadrato il cui ascolto fila liscio dalla prima all'ultima traccia in maniera scorrevolissima, lasciando tra l'altro il meglio all'ascolto dell'album: se i tre singoli apripista (le prime tre tracce del disco) sono state un antipasto più che stuzzicante, pezzi come "Law of Retaliation", "Red Streams of Sorrow" e "Suffer the Dead" sono le vere e proprie portate che riescono a dare quel qualcosa in più ad un album che, pur non rientrando nella sfera dei capolavori, appare sin da subito solido e scevro da difetti.
Chitarroni pesanti, sezione ritmica martellante e le inconfondibili growlin' vocals di Sven Gross: il nono capitolo in casa Fleshcrawl risulta essere, alla fine della giostra, un album che potrà di certo finire nella collezione di qualsiasi deathster che si rispetti. Rispettando in pieno i canoni del genere, "Into the Catacombs of Flesh" si guadagna una promozione più che meritata.

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