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Per i francesi Alkhimya un lavoro in cui il rischio di monotonia è purtroppo dietro l'angolo Per i francesi Alkhimya un lavoro in cui il rischio di monotonia è purtroppo dietro l'angolo Hot

Per i francesi Alkhimya un lavoro in cui il rischio di monotonia è purtroppo dietro l'angolo

recensioni

gruppo
titolo
Emergence
etichetta
Sleaszy Rider Records
Anno

PROVENIENZA: Francia 

GENERE: Atmospheric Death/Black Metal 

FFO: Sirenia, Tristania, Ashes You Leave, Arch Enemy, Draconian 

LINE UP: 
Marie L. - vocals 
Klem - vocals, guitars 
Joe T. - guitars 
Florian - bass 
Franck - keyboards 
Gael - drums 

TRACKLIST: 
1. Odysse [03:06] 
2. The Fateful Path [05:56] =VIDEO= 
3. No More Lies [05:40] 
4. Fallen [06:20] =VIDEO= 
5. Earth Dance [03:14] 
6. Another Dimension of Mine [05:26] 
7. Blinded Soul [04:55] 
8. Dark Messiah [06:13] 
9. Under Moonlight [06:04] 
10. New Era [07:14] 
11. Sehnsucht (bonus track CD only) [04:20] 

Running time: 58:28 

opinioni autore

 
Per i francesi Alkhimya un lavoro in cui il rischio di monotonia è purtroppo dietro l'angolo 2019-12-12 18:30:47 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    12 Dicembre, 2019
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Nati dalle ceneri dei 4Century - band Gothic Metal che ha pubblicato un Ep ed un album -, i francesi Alkhimya debuttano su lunga distanza con "Emergence", uscito lo scorso giugno su Sleaszy Rider Records. Devo ammettere che sono partito abbastanza prevenuto quando ho cominciato ad ascoltare quest'opera prima della band transalpina, fondamentalmente per la presenza di una voce femminile e di tastiere. Col proseguire dell'ascolto dell'album però ho potuto in primis constatare che la voce di Marie L. non è il solito gorgheggio da soprano (che avrebbe immediatamente abbassato il voto a 1-1,5), cosa che, diciamolo apertamente, mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo. E' un lavoro, quello degli Alkhimya, che gioca soprattutto su momenti atmosferici, con una predilezione per mid/up tempo, lasciando a pochi momento le sfuriate più tipicamente Blackened Death, come nella parte finale dell'opening track "Odysse". Sul piano dell'originalità non abbiam nulla di brillante, vero, ma va dato merito agli Alkhimya di aver saputo tirare fuori un lavoro tutto sommato soddisfacente, con brani che, qualora vi piacciano queste sonorità, possono risultare interessanti; ma d'altro canto, bisogna per forza essere amanti di tali sonorità per apprezzare questo lavoro, a mio avviso, visto che c'è il forte rischio di cominciare a trovare monotono questo lavoro ancor prima della metà, vuoi anche per le tastiere che dopo un po' cominciano a diventare ridondanti ("The Fateful Path"), comunque per la presenza di brani che non funzionano proprio come dovrebbero come "No More Lies", cui segue però l'highlight dell'opera, "Fallen".
Dunque, tirando le somme mi sentirei di dire che il debut album targato Alkhimya è un lavoro sufficiente, con luci ed ombre. La band transalpina ha saputo lavorare bene sul dualismo vocale, ma dall'altra parte se in futuro eliminassero le tastiere probabilmente ne avrebbero dei vantaggi (ma questo ammetto è più un gusto personale). Un ascolto, con la giusta predisposizione, è anche consigliato; ma da qui a definirli "una band promettente" come fatto dalla label ce ne passa: c'è ancora molto da lavorare.

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