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Magari i Running Wild fossero ispirati come gli Stormwarrior! Magari i Running Wild fossero ispirati come gli Stormwarrior!

Magari i Running Wild fossero ispirati come gli Stormwarrior!

recensioni

titolo
"Norsemen"
etichetta
Massacre Records
Anno

TRACKLIST:
1. To the shores where we belong
2. Norsemen (We are)
3. Storm of the north
4. Freeborn
5. Odin’s fire
6. Sword Dane
7. Blade on blade
8. Shield wall
9. Sword of Valhalla

LINE-UP:
Lars Ramcke – Vocals, guitars
Björn Daigger - Guitars
Yenz Leonhardt – Bass, vocals
Falko Reshoft - Drums

opinioni autore

 
Magari i Running Wild fossero ispirati come gli Stormwarrior! 2019-12-14 11:08:23 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    14 Dicembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando ho iniziato ad ascoltare “Norsemen (We are)”, il primo pezzo (dopo l’inutilissima intro) del nuovo album dei tedeschi Stormwarrior, mi sono chiesto se non avessi davanti invece un nuovo disco dei Running Wild o dei Blazon Stone... poi ho visto la copertina (splendida!) di “Norsemen”, con tanto di nave vichinga, ed ho capito dove gli Stormwarrior volevano andare a parare.... devo ammettere che non conoscevo molto bene il gruppo di Amburgo, quindi non so se in passato si siano cimentati, o meno, nel pirate metal, ma anche ascoltando i pezzi seguenti dell’album, l’impressione di avere a che fare con una band che si ispira a quanto creato da Rock’n’Rolf Kasparek & C. mi è parsa abbastanza evidente. Come ho già fatto tante volte in passato con i Blazon Stone, considerata la scarsa vena compositiva di Kasparek, c’è da sottolineare che ben vengano gruppi come questi Stormwarrior per chi ama certe sonorità! Volete originalità a tutti i costi? Tenetevi lontani da questo disco! Già, perchè “Norsemen” non ha niente che non sia già stato fatto in passato da altri; ciò nonostante, è suonato dannatamente bene e si ascolta e riascolta che è davvero un piacere. Brano dopo brano, non c’è assolutamente niente che non vada e si arriva alla suite finale “Sword of Valhalla” davvero soddisfatti; restano gli oltre 11 minuti di questa canzone per lasciarci definitivamente senza fiato, dato che la band è stata davvero intelligente a mettere proprio in conclusione la traccia forse migliore del lotto. Tolta la futilissima intro, infatti, il disco inizia e finisce con due pezzi semplicemente eccezionali; assieme a questi è doveroso segnalare anche la tellurica “Odin’s fire”, ricca di parti soliste di gran gusto. Ma è tutto l’album a convincere nella sua interezza, tanto che credo, senza timore di smentite, di poter affermare che, nell’ambito del cosiddetto “pirate metal”, questo “Norsemen” degli Stormwarrior può contendere all’ultimo dei Blazon Stone il titolo di miglior disco del 2019!

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