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Gli Aegonia ci immergono nel folklore della Bulgaria Gli Aegonia ci immergono nel folklore della Bulgaria Hot

Gli Aegonia ci immergono nel folklore della Bulgaria

recensioni

gruppo
titolo
The Forgotten Song
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Bulgaria

GENERE: Doom/ Gothic/ Atmospheric/ Melodic Death/ Fantasy/ Folklore Metal

LINE UP:

Nikolay Nikolov - chitarra/ Kval/ Voce
Elitsa Stoyanova - Voce/ Violino
Atanas Georgiev - Basso
Ivan Kolev - Batteria

TRACKLIST:

1. In The Lands Of Aegonia
2. Rain Of Tears
3. Withe The Mists She Came
4. Restless Mind
5. Dreams Come To Me
6. Battles Lost And Won
7. The Offer
8. The Stolen Song
9. Gone
10. The Severe Mountain
11. A Bitter Fate
12. The Ruins Of Aegonia

 

opinioni autore

 
Gli Aegonia ci immergono nel folklore della Bulgaria 2019-12-29 15:55:01 Marianna
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Marianna    29 Dicembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 2019
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I Bulgari Aegonia si affacciano sul panorama internazionale il 9 Aprile di quest'anno, licenziando il loro primo lavoro autoprodotto: "The Forgotten Song".
Nati a Sofia nel 2011 dal cantante e chitarrista Nikolay Nikolov e da Elitsa Stoyanova, voce e violino della band. Un progetto che attinge per musica e songwrting dal folklore bulgaro: tematiche dark, atmosfere fantasy ed uso di strumenti tradizionali quali Kaval (flauto tipico di questa Regione ndr.), percussioni e cornamuse. "The Forgotten Song" è un concept album che si ispira alla fantasy novel omonima, scritta dal frontman degli Aegonia, sotto lo pseudonimo Nea Stand.

Il disco si apre con la title-track: pezzo drammatico alle prime battute per poi, successivamente, mutare velocemente i toni, passando verso qualcosa di più Power; una buona partenza. Fin dalle prime canzoni notiamo subito lo spirito di "The Forgotten Song": tratti goth, clima quasi rarefatto che si compongono davanti a noi, musiche atmospheric e un potente Growl maschile. Il sapiente uso di taglienti chitarre elettriche, riesce a spezzare l'aura magica che si crea durante l'ascolto (esempio nella parte finale di “Rain Of The Tears” ndr.). La traccia seguente si apre con suoni quasi arabeggianti soppiantati, in seguito, da un costante fruscio di sottofondo e dalle dolci note del violino; la voce di Elitsa Stoyanova è in perfetta sintonia con la melodia e ben ne rende il pathos. Questo climax, non solo canoro ma anche musicale, è reso sia dalla contrapposizione (in strofe diverse ndr.) dei vocalist, che dal gioco chitarre elettriche e percussioni vs violino, incorniciati solenni cori.
Menzione speciale per l'incantevole “Dreams Come To”, in cui l'ascoltatore viene cullato dalla dolce melodia e dalla raffinata voce di Nikolay Nikolov. La tracklist scorre via veloce, senza troppi cambi stilistici, mantenendosi pressoché identica nella struttura in ogni canzone, quasi a voler perpetuare un unico filo conduttore musicale. Tra le varie, però, non si può non citare “The Offer”: brano dal sapore (inizialmente) medievale, che poi accelera e lascia il posto ad un Growl macabro ed oscuro che si perde in pulito sul finire. Come detto in precedenza, questo legame con la storia e le tradizioni della Bulgaria, influenzano a pieno la composizione testuale e musicale della band e ciò si evince bene in “The Severe Mountain”. Ascoltandolo è come se si respirasse a pieno la purezza dei luoghi incontaminati di questo Paese; grazie al suono del Kaval, presto ci si ritrova sulla cima di una fredda montagna, immersi in chissà che paesaggio mozzafiato.
Chiude questo raffinato album la splendida “The Ruins Of Aegonia”, i cui toni imponenti, celebrano il finale di questo lavoro.

"The Forgotten Song" è, senza dubbio, un debut album davvero ben fatto, sia per quanto riguarda la produzione, che per l'accuratezza stilistica di testi e musica. Quest'ultima vede l'intreccio o il passaggio di più piani: da una parte quelli con carattere più barocco e pomposo, dall'altra i più tenui e raffinati. La commistione di svariate influenze: Folk, atmospheric, gotiche, Dark o vagamente Power, unite a quelle del Sud della Bulgaria, creano bravi vivi, tangibili. Il folklore e la tradizione sono ben rappresentati da tutti questi aspetti e trovano la loro concretezza in una stupenda tracklist; l'autocelebrazione del forte senso di appartenenza a questi luoghi, è capace di trasportare l'ascoltatore in una dimensione aulica. Magia, mistero, fascino e solennità, sono gli ingredienti perfetti per un full-length intenso e dal “sapore” invernale.
Dai vocalist, agli imponenti cori, passando per le martellanti chitarre, fino ai più tradizionali strumenti, si percepisce un atmosfera magica.
Il debutto degli Aegonia è sicuramente dei migliori.
Adatto a chi cerca la raffinatezza unita a del buon duro Metal.

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