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Una nuova speranza per il thrash arriva dagli States: gli Hellevate Una nuova speranza per il thrash arriva dagli States: gli Hellevate Hot

Una nuova speranza per il thrash arriva dagli States: gli Hellevate

recensioni

gruppo
titolo
“Krampusnacht”
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST: 
1. Krampusnacht
2. If you want peace…
3. Prepare for war

LINE-UP: 
Dan “Danowar” Whitmer (Guitar)
Erik “Jager” Schmutzler (Vocals)
Josh “The Boss” Cole (Guitar)
RJ “Machine Gun” Whitmer (Drums)
Zack “The Ripper” Burke (Bass)

opinioni autore

 
Una nuova speranza per il thrash arriva dagli States: gli Hellevate 2020-01-01 09:38:28 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    01 Gennaio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Non avevo mai sentito parlare degli americani (di Kansas City) Hellevate, così mi ci sono fiondato quando ci hanno proposto la recensione di questo E.P. (solo 3 tracce per poco più di 12 minuti), intitolato “Krampusnacht”, dotato di artwork invero bruttino, del curioso formato delle vecchie audiocassette. I paragoni nella presentazione erano importanti ed hanno aumentato la mia curiosità: Exodus, Heathen, Iced Earth, Sanctuary e Forbidden sono nomi che hanno fatto la storia del metal americano e mondiale. Chiariamo subito, con Iced Earth e Sanctuary il sound degli Hellevate non ha nulla a che spartire! Ci sta eccome, invece, il paragone con Exodus, Heathen e Forbidden, dato che il thrash suonato dalla band del Missouri è anche connotato da un certo livello di tecnica. I Forbidden, in particolare, mi sembrano tra le maggiori influenze per gli Hellevate, senza dimenticare i primi Slayer (quelli degli anni ’80, per capirci). Un thrash bello tirato ed arrabbiato dunque, forse non proprio originalissimo, ma indubbiamente molto piacevole da ascoltare ed in grado di infondere energia a profusione. C’è poi lo screamer Erik “Jager” Schmutzler che, ripercorrendo la strada tracciata da grandi nomi del passato prima di lui (direi Paul Baloff, Tom Araya, Chuck Billy e Russ Anderson tra le principali sue fonti di ispirazione), ci mette grinta in quantità per rendere ancora più aggressive le canzoni del disco. Certo due pezzi sono alquanto pochini (la seconda traccia è un breve intermezzo di nemmeno un minuto) per giudicare un gruppo, ma qui le qualità sono evidenti, così come la passione e l’energia. Gli Hellevate non si lasciano contaminare da tentazioni moderne o core-oriented, ma suonano solo e soltanto Thrash metal (quello con la “T” maiuscola!) e lo fanno sicuramente molto bene! In un music business che ci ammorba continuamente con immondizie musicali di ogni genere, sorprende come una band di simile valore sia ancora costretta all’autoproduzione... l’augurio per il nuovo anno è che qualcuno si accorga di questo gruppo e proponga loro un contratto decente.

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