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Riesce a colpire (col tempo) la prima parte del nuovo doppio concept album dei romani Neurosphere Riesce a colpire (col tempo) la prima parte del nuovo doppio concept album dei romani Neurosphere Hot

Riesce a colpire (col tempo) la prima parte del nuovo doppio concept album dei romani Neurosphere

recensioni

titolo
Anthem of the Lost (Part I - Nightwards)
etichetta
Revalve Records
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Melodic Death Metal 

FFO: Soilwork, Opeth, Amorphis, Metallica 

LINE UP: 
Fabrizio Oliva - vocals, guitars 
Marco De Francesco - guitars 
Mimma Pietrucci - bass 
Marco Minno - keyboards, piano 
Marco Lio - drums 

TRACKLIST: 
1. Glimpse to my Abyss [04:30] 
2. Doomcrafter [04:53] 
3. Anything's Given [04:33] 
4. Intermittent Sun [03:26] 
5. Mindquake [06:42] 
6. The Silent Bell [05:23] 
7. Consciousness Rising [04:33] =ASCOLTA= 
8. The Reef [06:13] 

Running time: 40:13 

opinioni autore

 
Riesce a colpire (col tempo) la prima parte del nuovo doppio concept album dei romani Neurosphere 2020-01-06 19:10:53 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    06 Gennaio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono stati in silenzio (discografico) per sei anni i romani Neurosphere, sei anni da quel "Megantereon" che segnò il debutto su lunga distanza della band capitolina; un ritorno che sembra essere in grande stile per la band capitolina, che ha approfittato di questa lunga 'pausa' per cercare una maggiore maturità e ricercatezza in fase di scrittura, cosa che è sfociata in quello che alla fine sarà un doppio concept album, di cui recensiamo oggi la prima parte. "Anthem of the Lost" sarà infatti diviso in due album distinti e separati uniti da un'unica 'storia', un viaggio interiore dall'imbrunire alla notte (il qui in esame "Part I - Nightwards") e dalla notte all'alba (il prossimo in uscita "Part II - Dawnwards").
Sul piano musicale, i Neurosphere sono sempre stati una band eclettica, tanto che la dicitura "Melodic Death Metal" sembra andar loro stretta, pur essendo il genere primario di riferimento; ma non deve stupire se nelle sonorità del quintetto capitolino possiamo trovare elementi tra i più disparati tra Thrash, Folk e, soprattutto, Prog settantiano - quest'ultimo in primis nel lavoro alle tastiere di Marco Minno -. "Nightwards" (per comodità da adesso lo chiameremo così) è un lavoro in continuo movimento, sempre cangiante, in cui i Neurosphere si muovono con esperienza e, perché no?, una sana dose di follia; tra momenti più duri, rapidi, scanditi soprattutto dall'uso di growlin' vocals, ed altri più lenti ed atmosferici, e delle ottime clean vocals, "Nightwards" non annoia mai, nemmeno per un momento. Al primo ascolto - o forse dovremmo dire ai primi - si può anche restar spiazzati dalla proposta dell'act romano, ma col passare del tempo (e degli ascolti) questa commistione di stili che passan da influenze diverse come Opeth, Amorphis ed anche Metallica - ascoltate "Anything's Given" e mi direte - diviene via via più affascinante; solo dopo esser riusciti ad entrare in ogni angolo di quest'opera la si riuscirà ad apprezzare per quello che è, ossia, senza girarci tanto attorno, un gran bell'album!
Non resta che aspettare l'uscita della seconda parte: per ora "Nightwards" si guadagna una promozione più che meritata. E per i Neurosphere, c'è da dire che il songwriting ha raggiunto un livello elevato di maturità: bravi così!

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