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Tellurica la prestazione dei Bethledeign in questo loro debut album Tellurica la prestazione dei Bethledeign in questo loro debut album Hot

Tellurica la prestazione dei Bethledeign in questo loro debut album

recensioni

titolo
Iconography of Suffering
etichetta
Edgewood Arsenal Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death Metal 

FFO: Deicide, Morbid Angel, Behemoth, Vital Remains 

LINE UP: 
Tony Petrocelly - vocals, guitars, bass 
Gus Barr - guitars 
Giulio Galati - drums 

TRACKLIST: 
1. Domain [04:52] =ASCOLTA= 
2. Invoking the Apostasy [02:51] 
3. Opens-Eviscerates [03:52] 
4. Eight Pointed Star [05:02] 
5. Iconography of Suffering [03:42] 
6. The Lament Configuration [04:12] 
7. Besieged by Night [04:23] 
8. Prey for Oblivion [02:53] 

Running time: 31:47 

opinioni autore

 
Tellurica la prestazione dei Bethledeign in questo loro debut album 2020-01-08 16:04:05 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    08 Gennaio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tony Petrocelly è un nome non nuovo per chi è abituato a sguazzare nell'underground Death Metal: è infatti il mastrmind dei Construct of Lethe, band con cui l'artista della Virginia ha pubblicato materiale scritto con i Bethledeign e mai realizzato; agli inizi del 2019 Petrocelly riporta in vita questo suo progetto e ciadiuvato da Gus Barr (Lago) alle chitarre e il nostro Giulio Galati (Hideous Divinity, Nero di Marte) dietro le pelli, debutta su Edgewood Arsenal Records con "Iconography of Suffering". E' un Death Metal fortemente indirizzato verso la scuola floridiana quello dei Bethledeign: non si farà fatica a trovare assonanze con le sonorità di Deicide e Vital Remains, così come dei Behemoth del medio periodo ("Thelema.6" e dintorni). Il risultato è un album che per mezz'ora martella senza sosta, in cui si nota come prima cosa - e non me ne vogliano gli altri - l'incredibile drumming di Giulio Galati, la cui prestazione è un valore aggiunto ad un album che pur non brillando per originalità - e si che novità... -, riesce senza problemi nel proprio compito: dare in pasto ai deathsters un disco che saprà piacere dalla prima all'ultima nota. "Iconography of Suffering" è un disco frenetico, il cui minutaggio semi-esiguo permette a Petrocelly di concentrarsi al massimo, riducendo a zero gli spazi filler: zero momenti riempitivi dunque, ma un assalto portato avanti metodicamente dal trio, con un occho di riguardo che viene dato ad un riffingwork ispirato e granitico. Potremmo citare pezzi come "Domain" ed "Invoking the Apostasy", così come "Opens-Eviscerates" (specie nella sua parte finale) o "The Lament Configuration", ma la verità è che "Iconography of Suffering" è un album da gustarsi dall'inizio alla fine, consapevoli che in una 'try to not headbang challenge' si partirà sconfitti.

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