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Con il debut album degli Skullcrush sembra di ascoltare una versione più grezza (e con più attitudine) dei Gatecreeper Con il debut album degli Skullcrush sembra di ascoltare una versione più grezza (e con più attitudine) dei Gatecreeper Hot

Con il debut album degli Skullcrush sembra di ascoltare una versione più grezza (e con più attitudine) dei Gatecreeper

recensioni

titolo
Archaic Towers of Annihilation
etichetta
Raw Skull Records / Redefining Darkness Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death Metal 

FFO: Gatecrepper, Grave, Dismember, Bolt Thrower, Benediction 

LINE UP: 
High Seeker of Apocrypha (Rich Melling) - vocals, bass 
Ideal Master of the Holy Crypt (Tony Dunn) - guitars 
Grand Marshall of Hell (Alex Brown) - guitars, drums 

TRACKLIST: 
1. Dawn of Sin and Everlasting Torture [01:15] 
2. Overthrown [06:41] =ASCOLTA= 
3. Monumental Tomb [03:26] =ASCOLTA= 
4. Buried and Forgotten [05:26] 
5. Halting the Ascension of Corroded Light [01:18] 
6. Nightmares for the Blind [04:11] 
7. Voice of the Abhorred Dread [05:24] =ASCOLTA= 
8. Foretoken Punishment [07:15] 

Running time: 34:56 

opinioni autore

 
Con il debut album degli Skullcrush sembra di ascoltare una versione più grezza (e con più attitudine) dei Gatecreeper 2020-01-08 16:37:27 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    08 Gennaio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nati appena nel 2017, nel giro di due anni gli statunitensi Skullcrush debuttano su lunga distanza alla fine del 2019 con "Archaic Towers of Annihilation", album licenziato in Europa da Raw Skull Records ed in Nord America da Redefining Darkness Records, che segue di un solo anno il buonissimo debutto assoluto, l'EP "Visions of the Firestorm Eclipse". Ascoltando il debut album del terzetto - ora quartetto - di Phoenix, sembra quasi d'aver a che fare con una versione più grezza dei Gatecreeper; come la band prossima al Frantic Fest 2020, anche gli Skullcrush optano per un mix fatto di ruvidezza del Death della vecchia scuola svedese ed i toni marziali e compatti della scuola britannica: un susseguirsi di accelerazioni dal sapore Death'n'Roll che vanno a sfociare in pesantissimi mid tempos spaccacollo. E' questo, bene o male, il leit motiv dell'opera prima degli Skullcrush: uno stile che puzza (nel senso buono) d'anni '90, a cui la band statunitense unisce una produzione che fortemente richiama quei tempi, senza però eccedere come abbiamo sentito fare, ad esempio, dai recentemente recensiti Aseptic, la cui produzione risultava talvolta addirittura fastidiosa: qui i suoni sono sì 'sporchi', ma i brani vanno via che è un piacere, tra chitarroni pompati e, potremmo dire, zanzarosi, ed una sezione ritmica che procede come l'incedere di un carrarmato. Lungi dall'essere al cospetto di un capolavoro, sia chiaro, "Archaic Towers of Annihilation" è uno di quei dischi che non si sbaglia a definire onesti: suonato di pancia e con passione, il debutto degli Skullcrush saprà facilmente accontentare più frange di die hard fans del nostro amato Death Metal.

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