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Iron Kingdom: Un metal molto classico fuori tempo massimo Iron Kingdom: Un metal molto classico fuori tempo massimo Hot

Iron Kingdom: Un metal molto classico fuori tempo massimo

recensioni

titolo
On The Hunt
etichetta
Autoproduzione
Anno

Tracklist: 
01. White Wolf
02. Driftin’ Through Time
03. Sign Of The Gods
04. Keep It Steel
05. Raze And Ruin
06. Road Warriors
07. Invaders
08. Paragon
09. The Dream

Line-up:
Chris Osterman – voce, chitarra
Megan Merrick – chitarra
Leighton Holmes – basso
Chris Sonea – batteria

opinioni autore

 
Iron Kingdom: Un metal molto classico fuori tempo massimo 2020-01-11 12:01:53 Gianni Izzo
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    11 Gennaio, 2020
Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 2020
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Nati nella canadese Surrey, i 4 musicisti dal 2011 ad oggi si sono autoprodotti 4 dischi ed un Ep live. E per quel che riguarda i live, non solo hanno suonato nel proprio paese, in Sud America ed anche nella nostra Europa, ma vantano di essere stati opening act anche di nomi altisonanti come Blaze Bayley. Purtroppo leggo dalla bio che la loro storia come band non è sempre stata felice, infatti durante una tourneè, dopo un grave incidente stradale, ne morirono dei componenti.

Nel 2019 gli Iron Kingdom sono tornati con questo “On The Hunt”, riassumendo in 9 tracce, ancora una volta, tutto il loro amore per il metal anni ’80. “On The Hunt” all’inizio degli anni ’80 forse avrebbe avuto una certa dose di eco, perché la verità è che le idee ci sono, per quanto molto derivative, gli Iron Maiden sono disseminati un po' dovunque, dai duetti di chitarra, alle classiche galoppate, fino ai refrain, la bella opener ne è degna rappresentate. Non ci sono solo i primi Iron Maiden nelle corde degli Iron Kingdom, si passa presto anche a tracce più vicine allo speed metal, ed a pezzi in stile Judas Priest, Jag Panzer, prendete “Purgatory” ad esempio. Quindi una bell'unione tra metal inglese e quello americano.

Ci sono pezzi come la già citata opener, la seguente e più cupa “Drifter…”, la rockeggiante “Road Warriors” che non passano certo inosservate in quanto a bravura compositiva, nonostante la voce del cantante, (dando comunque atto a Osterman di avere un range abbastanza ampio), non sia di mio gradimento, perché risulta essere fin troppo nasale anche li dove non servirebbe, quindi buoni gli acuti graffianti alla Rob Helford, ma quando rimane su toni medio bassi, un po’ infastidisce. Per il resto i musicisti son bravi sia nelle parti più heavy che in quelle più vicine allo speed metal, il vero problema è che gli Iron Kingdom, se rimangono su queste coordinate compositive, potranno contare sempre e solo sull'effetto malinconia per i bei tempi andati. Buoni per qualche defender dal cuore puro che supporta solo quel metal ancora giovine e spensierato di una quarantina di anni fa.
Ma siamo nel 2019, quindi una produzione old- fashioned, un atteggiamento retrò, e alcuni chorus fin troppo scolastici, sono ottimi per dire al mondo di amare il metal di una volta, ma non abbastanza per essere notati davvero in questo grande calderone di gruppi che costellano la nostra amata musica.

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