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I greci Rhodium realizzano un buon disco I greci Rhodium realizzano un buon disco

I greci Rhodium realizzano un buon disco

recensioni

gruppo
titolo
"Sea of the dead"
etichetta
SLIPTRICK RECORDS
Anno

TRACKLIST:
01. A path of wrath
02. Man of honor
03. Delirio
04. First light of day
05. Sea of the dead
06. The emperor
07. Sisters of fate
08. Tapestry of time
09. Fight back
10. Doomsday [Bonus track]

LINE-UP:
Mike Livas – Vocals
Loukas Wolv – Guitars
George Theofilas – Guitars
Vasilis Sotiriou – Bass
Stelios Pavlou – Drums

opinioni autore

 
I greci Rhodium realizzano un buon disco 2020-01-12 19:18:20 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    12 Gennaio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una splendida copertina ci accoglie nel mare del morto, “Sea of the dead”, secondo album dei greci Rhodium, uscito ad inizio dicembre 2019 per Sliptrick Records, dopo l’esordio “Screams into the void” risalente al 2018 (a me purtroppo sconosciuto). A livello testuale non ci troviamo davanti ad un concept album, eppure molti brani hanno tematiche comuni che trattano dell’uomo e della sua lotta per la sopravvivenza. La band si è formata nel 2017 per iniziativa del chitarrista Loukas Wolv Antoniou e su questo disco dobbiamo annotare la presenza di due nuovi membri nella formazione: il talentuoso vocalist Mike Livas ed il poliedrico batterista Stelios Pavlou. Proprio quest’ultimo ho ammirato durante tutto l’album, ma soprattutto nella prima parte, con una prestazione ricca di energia e ritmo. In un sound power dalle forti tinte prog e qualche spruzzata thrash (in “The emperor” e “Sisters of fate”, ad esempio, mi hanno ricordato gli Iced Earth), naturalmente le chitarre recitano da protagoniste ed i due axemen si scambiano assoli di gusto e tecnica, ma sempre con un occhio attento alle melodie. Ho ascoltato diverse volte questo disco, perchè alla fine mi rimaneva sempre un po’ di amaro in bocca; se nella prima parte, infatti, abbiamo vere e proprie hits (“Man of honor”, “First light of day” e soprattutto “Delirio”), nella parte centrale con l’arrivo della lenta title-track il minutaggio sale e cala l’energia e la capacità di coinvolgere. Alcuni pezzi, dunque, convincono meno di altri (ad esempio l’altra lenta “Tapestry of time” si dimostra un po’ banale) e dispiace perchè, se la tracklist avesse tutti brani al livello della splendida “Delirio”, avremmo davanti una vera e propria bomba di disco! Ciò nonostante, “Sea of the dead” supera abbondantemente la sufficienza e si dimostra comunque un buon lavoro; aspetto i Rhodium al prossimo full-lenght, conscio delle loro ottime potenzialità per migliorare ancora di più.

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