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Un debut album discreto per i blackened death metallers americani Deadspawn Un debut album discreto per i blackened death metallers americani Deadspawn Hot

Un debut album discreto per i blackened death metallers americani Deadspawn

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gruppo
titolo
Pestilence Reborn
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Blackened Death Metal 

FFO: Belphegor, Hate, Lord Belial, Morbid Angel 

LINE UP: 
Curt Durocher - guitars, vocals 
Ryan Roubison - guitars, vocals 
Derrek Page - bass, vocals 
Ryan French - drums 

TRACKLIST: 
1. Warpath [04:33] 
2. Ex Inferis [05:42] =ASCOLTA= 
3. Communion [04:42] 
4. Pestilence Reborn [05:19] 
5. From Ruins [04:48] 
6. Language of Creation [05:29] 
7. This Ascension [05:36] 
8. Limits of Flesh [04:06] 
9. Shiatan [06:08] 
10. The Plague Within [05:47] 

Running time: 52:10 

opinioni autore

 
Un debut album discreto per i blackened death metallers americani Deadspawn 2020-01-19 18:43:45 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Gennaio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Attivi da poco più di una decade e con due EP già in carniere ("This Ascension" nel 2013 e "The Source of Chaos" nel 2015), fanno il loro debutto anche su lunga distanza gli statunitensi Deadspawn, con l'autoprodotto "Pestilence Reborn". Il quartetto dell'Arizona riesce, nel proprio lavoro, ad unire la tagliente ferocia di gruppi come Belphegor e Hate con la ruvida compattezza dei leggensari Morbud Angel, dando vita ad un Blackened Death di per sé decisamente canonico, ma in cui non è affatto difficile trovare elementi che premino l'operato dei Nostri. Coadiuvati infatti da un'ottima produzione, i Deadspawn tirano fuori un lavoro che lungo i suoi poco più di 50 minuti non subisce alcun calo di sorta: Curt Durocher e soci tengono sempre alta la tensione dei brani, puntando in primis sull'impatto diretto: non è un caso che i Nostri riescano a tirare fuori il meglio quando accelerano sensibilmente, piazzando qua e là monolitici rallentamenti spaccacollo - è in questi momenti che si fa notare maggiormente l'influenza dei Morbid Angel -, in un lavoro di songwriting ed arrangiamento forse a tratti anche un po' derivativo, ma che nel suo insieme funziona a dovere; e ne sono esempi lampanti l'ottima "Ex Inferis" e la maligna traccia successiva, "Communion". Altri brani che si fanno notare, a nostro avviso, sono "From Ruins" e "This Ascension", quest'ultimo il brano più 'vecchio' dell'intero lotto, provenendo dall'EP di debutto della band americana, qui opportunamente riarrangiato e prodotto nuovamente.
Non hanno pretese d'inventare nulla di nuovo i Deadpsawn e quanto possiamo ascoltare nel loro "Pestilence Reborn" non fa che confermarlo; le influenze che hanno portato la band statunitense al sound da loro proposto sono più che facilmente indovinabili durante l'ascolto della tracklist che compone l'album, ma ciò nonostante lungi da noi additarli come una copia carbone delle suddette bands: grazie ad una spiccatissima attitudine ed una passione per il genere, i Deadspawn riescono a portarsi a casa una più che meritata promozione. Ed il consiglio da parte nostra a chi è avvezzo a queste sonorità di dar loro una chance, sicuri che non ne rimarrete delusi.

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