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Thy Catafalque ed un sound pressoché unico Thy Catafalque ed un sound pressoché unico Hot

Thy Catafalque ed un sound pressoché unico

recensioni

titolo
"Naiv"
etichetta
Season Of Mist
Anno

TRACKLIST 
1. A bolyongás ideje
2. Tsitsushka
3. Embersólyom
4. Számtalan színek
5. A valóság kazamatái
6. Kék madár (Négy kép)
7. Napút
8. Vető
9. Szélvész

LINE-UP 
Tamás Kátai - Guitar, bass, vocals, keyboards, programs

GUESTS 
Martina Veronika Horváth (ex-Niburta, SallyAnne, Nulah): Vocals on track 1,3,7,8
Gyula Vasvári (Perihelion): Vocals on track 9
Zoltán Kónya (Gire): Vocals on track 1
Badó Réti (Gire): Fretless bass on track 2
Vajk Kobza: Oud on track 3,5
Gábor Drótos (Gutted): Cello, viola, violin, classical guitar on track 4
Marilú Theologiti: Cello on track 5
Zoltán Pál (Sear Bliss): Trombone on track 2
Péter Jelasity: Saxophone on track 2
Sándor Szabó: Quena flute on track 6
P. W. Hermann: Voice on track 2

opinioni autore

 
Thy Catafalque ed un sound pressoché unico 2020-01-25 18:32:07 Ninni Cangiano
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    25 Gennaio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

In circa 35 anni che ascolto musica metal, mi sono capitate parecchie bands strambe, ma mai come il progetto Thy Catafalque, del polistrumentista ungherese Tamás Kátai. La Season Of Mist ha pubblicato questo nono full-lenght dei Thy Catafalque ed intitolato semplicemente “Naiv”, definendolo “Avantgarde metal”. Non sono un esperto di questo particolare genere musicale e mi approccio per la prima volta a questo musicista ungherese (finora lo avevo solo sentito nominare, ma non avevo mai avuto occasione di ascoltarne qualcosa, nonostante suoni da oltre 20 anni), ma mi pare che la definizione sia un po’ limitante; qui c’è di tutto, non solo metal, ma anche musica orientale, folk, progressive, rock, persino qualche momento pop, molta musica elettronica (è come se i vecchi Goblin fossero stati “attualizzati” al 2020).... così una definizione come “Avantgarde” può essere calzante, ma fino ad un certo punto. Una cosa è certa: la musica dei Thy Catafalque è originale, pressoché unica! Questo sound è talmente particolare che è impossibile paragonarlo a quello di qualche altra band, perchè non renderebbe pienamente; c’è un po’ di Cynic, qualcosa dei Mekong Delta e dei Viza, ma anche tanto altro, proprio tanto. Si passa da voci femminili, anche liriche, al più canonico growling fino allo screaming ultra-effettato che sembra provenire dall’oltretomba del black più oltranzista, in un potpourri decisamente singolare. Di certo per comporre musica del genere, ci vuole una mente aperta ed estremamente fantasiosa; di pari passo, per approcciarsi a questo sound bisogna essere della giusta predisposizione mentale e spirituale, affrontarlo come un trip allucinogeno e prepararsi a rimanere sorpresi ed alienati. Se non si è adeguatamente aperti mentalmente, non si può essere in grado di sostenere un ascolto del genere, figurarsi farlo più e più volte per preparare una recensione. Ammetto che non è stato facile, ma ad ogni ascolto “Naiv” mi rapiva sempre più, mi coinvolgeva nel mondo targato Thy Catafalque, come arti magiche ammalianti. Tamás Kátai mi ha convinto pienamente, ora sarà mia cura scoprire di più del suo mondo musicale, così singolare; se state cercando qualcosa di originale e pressoché unico, qui avete pane per i vostri denti!

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