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Quarto album per i nostri Lunarsea: il migliore della loro carriera Quarto album per i nostri Lunarsea: il migliore della loro carriera Hot

Quarto album per i nostri Lunarsea: il migliore della loro carriera

recensioni

gruppo
titolo
Earthling/Terrestre
etichetta
Punishment 18 Records
Anno

PROVENIENZA: Italia

GENERE: Melodic Death Metal

TRACKLIST:
1. Light Hearted in an Ergonomic Resin
2. The Earthling
3. In Expectance
4. Helical Stalemate
5. Aqueducts
6. Humanoid, Mannequinn, Androgyne
7. Polar Covalent Bond
8. The Fourth Magnetar
9. Mi Suthina
10. π (Outro)

LINE-UP:
Cristian Antolini - Bass, Vocals (clean)
Fabiano Romagnoli - Guitars, Keyboards
Alessandro Iacobellis - Vocals
Andrea Miazzetto - Drums

opinioni autore

 
Quarto album per i nostri Lunarsea: il migliore della loro carriera 2020-01-26 19:33:01 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    26 Gennaio, 2020
Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Se mi chiedessero di nominare una band che sappia prendere l'esperienza degli Insomnium e portarla sul suolo italico, punterei immediatamente il dito sui nostrani Lunarsea. Attivi dal 2003, i nostri si prendono subito con forza una fetta della scena underground italiana con la loro particolare quanto funzionante formula: melodic death freddissimo e glaciale suonato egregiamente. Fortissimi, come detto un paio di righe più su, dell'influenza di Insomnium, e di qualche spruzzata di In Flames, i nostri contano all'attivo tre album più il qui presente "Earthling/Terrestre", uscito per Punishment 18 Records.
Ben sei anni son passati precedente ed ottimo "Hundred Light Years", e di cambiamenti all'interno della band ce ne sono stati, primo fra tutti l'ingresso alla voce di Alessandro Iacobellis, a mio avviso un vero e proprio bingo qualitativo. La sua performance è a dir poco superba, in grado di regalarci un growl molto cupo ed intenso che ben contrasta la leggiadria dei riff proposti, quasi a voler creare un ossimoro. Di qui segue la sempre presente ed inconfondibile parte vocale del bassista Cristian Antolini: ormai consolidata e perfettamente riuscita, è in grado di dare quel tocco in più ad un già ottimo album.
Per quanto riguarda il songwriting e quello che è il comparto tecnico, beh, ragazzi miei, c'è da inchinarsi veramente: le tracce sanno essere complesse e arzigogolate -ed ecco che fanno capolino le scuole Stratovarius e Symphony X- ma, contemporaneamente, così lineari, orecchiabili e funzionali da invogliare a premere di nuovo "play" ad ogni fine ascolto. Poco più di cinquanta minuti che volano letteralmente e ci trasportano con l'immaginazione sulle fredde lande nordiche mentre si viene cullati dalla visione di una splendida aurora boreale: questa l'immagine che mi viene in mente quando ascolto "Earthling/Terrestre", a mio avviso il migliore album della discografia dei Lunarsea. Maturo e ricco di phatos, difficile e intrigato ma mai stucchevole o autoreferenziale, duro e tagliente come una lama ma leggiadro ed elegante. Insomma, senza spendere troppi giri di parole, dategli più di un ascolto e capirete di cosa sto parlando. Eviterò di nominare determinate tracce semplicemente perchè non serve e sarebbe inutile: l'abum va assaporato per intero e vi accorgerete che ogni pezzo sta in piedi da solo come un'imponente colonna di ghiaccio. Bravissimi!

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