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Deadlands: Tanta bravura ma pochi risultati Deadlands: Tanta bravura ma pochi risultati Hot

Deadlands: Tanta bravura ma pochi risultati

recensioni

gruppo
titolo
Evilution
etichetta
Massacre Records
Anno

 

  1. Pandemic Genocide
  2. Deadlands
  3. Ground And Pound
  4. Final Solution
  5. She's On Fire
  6. Asphyxiate The Masses
  7. Path We've Chosen
  8. Gone Wrong
  9. Legions Of The Damned
  10. Shed My Skin
  11. The Last In Line

opinioni autore

 
Deadlands: Tanta bravura ma pochi risultati 2013-03-30 11:28:49 Gianni Izzo
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    30 Marzo, 2013
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

“Evilution”, il disco di debutto di questa giovane band in attività dal 2010, è già una ristampa, infatti è stato pubblicato per la prima volta nel 2012, poi è arrivato il contratto con la Massacre Records ed “Evilution” è rinato per la seconda volta. La band americana si è formata da poco ma i suoi musicisti hanno un bel po’ di esperienze alle spalle, basti pensare al cantante, ex-Vicious Rumors, Brian O’Connor. Inoltre il disco è pieno di guest stars, provenienti soprattutto dai Marcyful Fate e Diamond King. Parliamo di chitarristi di grande calibro quali: Andy LaRocque, Michael Denner, Mike Wead, Hank Shermann. Tutti ad impreziosire con il proprio contributo il brano “Final Solution”. Mentre nel pezzo “Path We’ve Chosen” abbiamo dimostrazioni di pura tecnica grazie a Glen Alvalais dei Testament/Forbidden e Steve Smith dei Nevermore/Forbidden. Insomma un disco pieno di nomi illustri, un disco presentato come power metal, ma per inciso forse l’unico gruppo power a cui si possa pensare che facciano capo sono gli Iced Earth, per il resto “Evilution” è un mix di chitarre compressate, riff taglienti, ritmi tellurici che si rifanno più ad un thrash dalle atmosfere dark. “Evilution” è una prova muscolosa tenuta ottimamente insieme da una gran produzione, purtroppo questo vale solo per il lato squisitamente tecnico dei brani, il resto a dire il vero è traballante. O’Connor ha una voce portentosa, ma purtroppo sembra non trovare mai la linea melodica giusta, quella che ti rimane impressa, di fatto alla lunga le vocals diventano fin troppo ripetitive. Le stesse canzoni molte volte non hanno un buon tiro, danno per la maggiore un senso di incompletezza, senza mai colpire in pieno. Fanno eccezione a quella che è al momento, per la sfortuna della band, una regola del disco, i brani sopraccitati ed i pezzi “She’s On fire” e “Deadlands”. Insomma la cornice con tutti i suoi orpelli sono al posto giusto, ora manca solo il quadro vero e proprio per far notare i Deadlands al grande pubblico

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