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Dai tedeschi Abythic un lavoro per gli amanti dell'old school Death finnico Dai tedeschi Abythic un lavoro per gli amanti dell'old school Death finnico Hot

Dai tedeschi Abythic un lavoro per gli amanti dell'old school Death finnico

recensioni

gruppo
titolo
Conjuring the Obscure
etichetta
Xtreem Music
Anno

PROVENIENZA: Germania 

GENERE: Death Metal 

FFO: Abhorrence, Massacre, (early) Asphyx, Demigod 

LINE UP: 
Leimy - vocals 
MDB - guitars 
Christian Jesko Rüther - bass 
Tim Schlichting - drums 

TRACKLIST: 
1. Eternal Chaos Will Rise [03:20] 
2. Order of the Gash [04:14] 
3. Shrouded in Perpetual Darkness [05:07] =ASCOLTA= 
4. Ruins in a Wasteland of Visions [04:28] 
5. Drifting Among Shadows [05:27] =ASCOLTA= 
6. Coronation By the Burning Winds [04:03] 
7. Shadows of Becoming Might [05:04] 
8. Let the Purge Begin [03:41] 

Running time: 35:24 

opinioni autore

 
Dai tedeschi Abythic un lavoro per gli amanti dell'old school Death finnico 2020-02-18 15:57:22 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Febbraio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Uscito lo scorso settembre tramite la spagnola Xtreem Music, "Conjuring the Obscure" è il secondo album dei death metallers tedeschi Abythic, band guidata dall'ora chitarrista (ma batterista fino al 2018) di origine italiana MDB e fondatasi nel 2015. Un Death Metal, quello degli Abythic, che affonda le proprie influenze nelle sonorità della vecchia scuola finlandese (Abhorrence e Demigod su tutti): sonorità quindi pesanti, cupe, in cui è facile trovare passaggi doom/death à la Asphyx - i primi, per lo meno -. Nei 35 minuti circa di durata di "Conjuring the Obscure" è ben raro trovare accelerazioni di sorta: il quartetto teutonico punta tutto su di un approccio fatto di mid/up tempo pesanti come macigni, per l'appunto, fatto di riffoni massicci ed una sezione ritmica a tratti letteralmente marziale nel proprio incedere. Una menzione al merito va a fatto alla produzione che riesce a mettere ben in risalto l'operato della band della Westfalia , capace di tirare fuori un lotto di brani funzionali e che riescono a non annoiare, ma arrivando anzi a trovare spunti estremamente interessanti soprattutto nella parte centrale dell'album con "Shrouded in Perpetual Darkness", "Ruins in a Wasteland of Visions" e, highlight del disco, "Drifting Among Shadows".
In ultima analisi, la seconda fatica degli Abythic è un disco più che sufficiente; data la natura old school del sound, non è che si abbia qualcosa di nuovo sotto il sole, ma comunque grazie alla fluidità con cui scorre l'ascolto di "Conjuring the Obscure", la sufficienza per la band tedesca è sicuramente raggiunta.

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