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Serenity, ancora un ottimo lavoro Serenity, ancora un ottimo lavoro

Serenity, ancora un ottimo lavoro

recensioni

gruppo
titolo
"The last knight"
etichetta
Napalm Records
Anno

TRACKLIST:
1. The last knight
2. Invictus
3. Set the world on fire
4. Keeper of the knights
5. Souls and sins
6. My kingdom comes
7. Queen of Avalon
8. My farewell
9. Down to hell
10. Wings of pride
11. Call to arms
12. Souls and sins (acoustic version)

LINE-UP:
Georg Neuhauser - lead vocals, backing vocals
Fabio D'Amore - bass, guitar, vocals
Andreas Schipflinger - drums, vocals
Chris Hermsdörfer - electric, acoustic & classical guitars, vocals, growls

opinioni autore

 
Serenity, ancora un ottimo lavoro 2020-02-20 08:40:34 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    20 Febbraio, 2020
Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Annunciato da una splendida copertina che fa pensare al mito di San Giorgio e il drago, ci accingiamo a recensire “The last knight”, settima fatica dei Serenity. Il disco è uscito a fine gennaio e mi scuso con la band se questa recensione arriva in ritardo, ma purtroppo ascoltare un disco in streaming per chi, come il sottoscritto, è quasi tutto il giorno in giro in macchina per lavoro, è decisamente complicato. Ma questa è la scelta della Napalm Records e tocca farsene una ragione. Ma veniamo al disco. 11 brani più la consueta intro (il cui traumatico distacco dalla successiva traccia spero sia solo un errore dello streaming e che su cd non ci sia) compongono l’album. Per chi segue i Serenity dall’inizio della loro carriera, sappiate che il prog-power dei primi dischi è pressoché scomparso, nel 2020 la band italo-austriaca suona un gradevolissimo power metal sinfonico. Quando poi si ha un cantante di qualità assoluta come Georg Neuhauser in formazione, tutto diventa più facile, dato che la classe di questo vocalist è qualcosa di fuori dal comune (da brividi nell’acustica posta in chiusura del disco!). Ogni tanto compare qualche parte in growling, da parte del chitarrista Chris Hermsdörfer, che ho trovato un po’ fuori posto, un inutile voglia di indurire una musica che non aveva assolutamente bisogno di questo. Il sound in generale, infatti, è molto più soft che in passato e, pur mantenendo sempre eleganza ed orecchiabilità, il ritmo è spesso meno tirato. Certo, non mancano brani frizzanti e più tosti (“Invictus” e “Wings of pride” ne sono ottimi esempi), ma è la parte più melodica a venire fuori con prepotenza. Purtroppo, tra i vari problemi dovuti allo streaming, non sono riuscito ad ascoltare come si deve l’album più e più volte, ma l’impressione che ho avuto è comunque che i Serenity con questo “The last knight” abbiano realizzato ancora una volta un gran disco, probabilmente non il migliore della loro carriera, ma sicuramente un lavoro che si ascolta con piacere e che si distingue in positivo dalla massa.

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