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L'ennesimo live dei Kreator: ne valeva la pena? L'ennesimo live dei Kreator: ne valeva la pena? Hot

L'ennesimo live dei Kreator: ne valeva la pena?

recensioni

gruppo
titolo
“London apocalypticon – Live at The Roundhouse”
etichetta
Nuclear Blast
Anno

TRACKLIST:
01. The four horsemen/Choir of the damned
02. Enemy of God
03. Hail to the hordes
04. Awakening of the Gods
05. People of the lie
06. Gods of violence
07. Satan is real
08. Mars mantra
09. Phantom antichrist
10. Fallen brother
11. Flag of hate
12. Phobia
13. Hordes of chaos
14. The patriarch
15. Violent revolution
16. Pleasure to kill
17. Apocalypticon

LINE-UP:
Ventor – Drums
Mille Petrozza – Vocals, guitars
Sami Yli-Sirniö - Guitars
Christian “Speesy” Giesler – Bass

opinioni autore

 
L'ennesimo live dei Kreator: ne valeva la pena? 2020-02-21 11:59:09 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    21 Febbraio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Come una sorta di appuntamento fisso, eccoci a parlare dell’ennesimo live album dei Kreator, questa volta intitolato “London apocalypticon – Live at The Roundhouse”, disco che riporta il concerto fatto dalla storica band tedesca il 16.12.2018 appunto al The Roundhouse di Londra. Facendo un rapido calcolo, nell’ultimo decennio, i Kreator hanno rilasciato solo due album da studio (“Phantom antichrist” nel 2012 e “Gods of violence” nel 2017) e la bellezza di sei live album (i due “Terror prevails” nel 2010 e 2012, “Dying alive” nel 2013, “Live antichrist” nel 2017, “Live at Dynamo Open Air 1998” l’anno scorso, prima di questo qui). Sarebbe forse stato opportuno fosse il contrario, anche perchè sinceramente ci sarebbe anche da esserne stufi di registrazioni live. Certo, brani storici come “Phobia” e “Pleasure to kill” non possono mancare in ogni data live, ma nei live album se ne potrebbe ormai anche fare a meno, dato che anche in ogni disco vengono puntualmente riproposti. L’unica novità rispetto ai vari live album dell’ultimo decennio sta nel ripescaggio della meravigliosa “Awakening of the Gods”, canzone risalente allo storico primo album “Endless pain”. Ci sono poi alcuni pezzi estratti dall’ultimo lavoro in studio, fra cui cito “Fallen brother” semplicemente perchè viene dedicata agli scomparsi Vinnie Paul e Dimebag Darrel dei Pantera, nonché a Fast Eddie Clarke, Philty The Animal Taylor e Lemmy Kilmister dei Motörhead. Nulla da dire sulla registrazione, pressoché perfetta, sorvoliamo sui gridolini che ogni tanto escono a Mille Petrozza quando è lontano dal microfono, restano due parole da spendere sull’opportunità di una simile trovata commerciale. Sono un fan dei Kreator sin dai loro esordi ed attendo sempre con piacere un nuovo album da studio; altrettanto non posso più dire per i live album, dato che cominciano davvero ad essere troppi! Questa edizione viene presentata, oltre che in cd, anche in numerosi altri formati, fra cui anche un triplo-cd con la registrazione di altri due live rispettivamente in Cile ed al Masters of Rock. Il voto è la media tra quello per il contenuto (comunque un 4) e quello per l’operazione commerciale (un 2 è anche fin troppo generoso!).

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