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Heavy/thrash dall'Australia con i Demonhead Heavy/thrash dall'Australia con i Demonhead

Heavy/thrash dall'Australia con i Demonhead

recensioni

gruppo
titolo
"Black devil lies"
etichetta
Fastball Music
Anno

TRACKLIST:
1. Against the grain
2. Betrayal avenged
3. The ritual
4. Children of the night
5. Blood debt
6. Black devil lies
7. Eyes of the insane
8. Zombocalypse
9. Double cross the dead
10. Face your demons

LINE-UP:
Dave Lowes – Lead vocals, guitars
Rue Power – Guitars
Dean Lewer – Drums
Azz Mammoth – Bass, backing vocals

opinioni autore

 
Heavy/thrash dall'Australia con i Demonhead 2020-02-23 09:32:02 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    23 Febbraio, 2020
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I Demonhead si formano nel 2007 a Melbourne in Australia ed inizialmente suonano un metal molto grezzo fortemente influenzato dal punk e dal crossover; solo col tempo arrivano a sviluppare l’attuale sound che è un heavy/thrash abbastanza duro e ricco di groove. Dopo il debut album “Bring on the doom” del 2015 (ristampato proprio in questi giorni dalla Fastball Music), la band rilascia questo “Black devil lies”, originariamente come autoproduzione nell’agosto 2019, per poi essere licenziato dalla Fastball Music a metà febbraio 2020. L’album è composto da 10 pezzi per poco più di 40 minuti di musica bella tosta e ricca di energia. Il songwriting è efficace, dato che i brani hanno tutti durate non esagerate e non presentano inutili fronzoli, né diventano mai prolissi, badando sempre al sodo ed al giusto groove; probabilmente un po’ più di parti soliste delle chitarre non avrebbero guastato. Personalmente preferisco quei brani maggiormente ritmati, in cui il buon Dean Lewer si mette maggiormente d’impegno con la doppia-cassa, dando una connotazione più frizzante al tutto, come ad esempio in “Betrayal avenged” o soprattutto nell’ottima “Zombocalypse” (di gran lunga la migliore del lotto!). Non mi ha fatto impazzire il vocione roco del singer Dave Lowes, anche se devo ammettere che in questo particolare sound, molto thrashy, ci sta anche abbastanza bene. “Black devil lies” non passerà alla storia del metal, né i Demonhead credo abbiano la benché minima possibilità di diventare dei big a livello mondiale, però la loro musica si ascolta piacevolmente ed infonde la giusta dose di energia il che, in fin dei conti, è quello che ogni buon metalhead richiede quando si mette all’ascolto di un cd. Promossi!

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