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Beneath the Massacre: sempre fedeli a loro stessi Beneath the Massacre: sempre fedeli a loro stessi

Beneath the Massacre: sempre fedeli a loro stessi

recensioni

titolo
Fearmonger
etichetta
Century Media Records
Anno

PROVENIENZA: Canada 

GENERE: Technical Death Metal/Deathcore 

SIMILAR ARTISTS: Brain Drill, Despised Icon, Rings of Saturn, Thy Art is Murder, Cryptopsy 

LINE UP: 
Elliot Desgagnés - vocals 
Chris Bradley - guitars 
Dennis Bradley - bass 
Anthony Barone - drums 

TRACKLIST: 
1. Rise of the Fearmonger [02:35] =VIDEO= 
2. Hidden in Plain Sight [03:28] 
3. Of Gods and Machines [02:59] 
4. Treacherous [02:22] =VIDEO= 
5. Autonomous Mind [03:17] =ASCOLTA= 
6. Return to Medusa [02:45] 
7. Bottom Feeders [02:41] 
8. Absurd Hero [03:04] 
9. Flickering Light [03:15] 
10. Tarnished Legacy [03:30] 

Running time: 29:56 

opinioni autore

 
Beneath the Massacre: sempre fedeli a loro stessi 2020-02-28 13:30:38 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    28 Febbraio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono passati ben otto anni da "Incongruous", quella che fino ad oggi è stato l'ultimo studio album dei canadesi Beneath the Massacre, ma è come se tutto questo tempo non fosse passato; fedeli a loro stessi come da titolo, i ragazzi di Montréal nel corso della loro ormai quindicennale carriera hanno cambiato ben poco del proprio sound, come sempre a cavallo tra il Deathcore più brutale ed il Technical Death più psicotico, tanto che ormai sono inconfondibili tanto il growl di Elliot Desgagnés quanto il riffingwork di Chris Bradley. E questa è una cosa che, ne siamo sicuri, non dispiacerà affatto ai fans della band canadese, che tramite Century Media ha tirato fuori semplicemente un disco che suona Beneath the Massacre in tutto e per tutto, quasi freddo e asettico nel suo incedere possente, ma che alla lunga ai potrebbe anche risultare monotono. Tanto che i passaggi più marcatamente Deathcore vanno a rappresentare una piacevole variazione sul tema (e detto da me è tutto dire, n.d.r.) al brutale quanto spesso uguale portato dai nostri. Fortuna vuole, comunque, che la durata dei brani sia alquanto esigua e la durata di poco inferiore alla mezz'ora di "Fearmonger" fa sì che l'ascolto sia a suo modo rapido, con una manciata di brani che sono anche degni di nota come "Return to Medusa" e "Hidden in Plain Sight".
Come detto, insomma, con "Fearmonger" i Beneath the Massacre ci danno in pasto esattamente quello che ci si aspetterebbe da loro; ora, che sia questo un difetto o un pregio sta solo al gusto personale di chi ascolterà.

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