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Ritorno in grande stile per gli Eternal Tears of Sorrow Ritorno in grande stile per gli Eternal Tears of Sorrow Hot

Ritorno in grande stile per gli Eternal Tears of Sorrow

recensioni

titolo
Saivon Lapsi
etichetta
Massacre Records
Anno

TRACKLIST:
01. Saivo

02. Dark Alliance

03. Legion of Beast

04. Kuura

05. Dance of December

06. The Day

07. Sound of Silence

08. Beneath the Frozen Leaves

09. Swan Saivo

10. Blood Stained Sea

11. Angelheart, Ravenheart (Act III: Saivon Lapsi)

 
LINE UP:

Altti Veteläinen - vocals and bass
Janne Tolsa – keyboards
Juho Raappana – drums
Jarmo Kylmänen - clean vocals
Jarmo Puolakanaho – guitar
Mika Lammassaari - lead guitar

opinioni autore

 
Ritorno in grande stile per gli Eternal Tears of Sorrow 2013-04-02 11:11:00 Cristian Lasorsa
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Cristian Lasorsa    02 Aprile, 2013
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Ritornano dopo 4 anni di assenza, e con immenso piacere li accogliamo, i finlandesi Eternal Tears of Sorrow, con un disco di gran lunga più interessante rispetto al precedente "Children of the Dark Waters". Il Symphonic Death Metal proposto dai nostri (è questo il loro "vero" genere) in questo disco è molto "easy" e pulito, tanto da sembrare fin troppo commerciale, ma risulterà la vera arma vincente, visto che non mancheranno ritmi incalzanti e potenti.
"Saivon Lapsi" si apre con un intro strumentale ("Saivo"), ma è "Dark Alliance" (con la partecipazione di Miriam Renvag) a far capire che la band in questi anni sarà stata pure in silenzio, ma non ha dimenticato come si fa buona musica. "Legion of Beast" ne è ancora la conferma; il brano suona poderoso, potente e non ha mai un momento di calo, anzi: l'eco femminile e lo scream perfetto lo rendono uno dei migliori d questo disco. "Kuura" è il momento di "calma" strumentale che cede il passo alla top track del disco, ovvero la stupenda "Dance of December". Una vera e pura poesia nordica, che vi farà dimenticare tutto il disco e vi farà sostare per molto tempo su questo brano. Elegante e preciso è l'intreccio fra le tastiere e le chitarre; ottimo, invece, l'alternarsi fra lo scream e il cantato pulito. Gli Eternal Tears of Sorrow non sbagliano un colpo su questo disco e la dimostrazione avviene con "The Day", un brano a tratti malinconico e con un ritornello coinvolgente, che mi ha fatto venire in mente band come Dark Tranquillity e Amorphis. "Sound of Silence" è la ballad che serve a rallentare il ritmo del disco, ma non certo il valore creativo. La ballata è struggente al punto giusto e vede duettare in maniera divina, e con estrema dolcezza, Jarmo e Miriam. Potremmo dire che dopo la quiete arrivi la tempesta, ma è relativa; infatti "Beneath the Frozen Leaves" ci riporta nei gelidi territori finlandesi e lascia ancora una volta l'ascoltatore immobile di fronte al mood che i Nostri propongono. L'eleganza della band si nota anche in "Swan Saivo", dall'intro calmo, il clean vocal perfetto che segue l'ottimo lavoro del drummer Juho Raappana e i riff precisi dei chitarristi Mika Lammassaari e Jarmo Puolakanaho. E le tastiere? Beh, Janne Tolsa ha molto lavoro da fare in "Blood Stained Sea", dove sfoggia un'assolo che mi ha ricordato i connazionali Sonata Artica, in un brano dall'impatto un po' più power. L'album si conclude con "Angelheart, Ravenheart" (opera da ascoltare più volte), il terzo atto di questa "saga", che si era aperta nel quinto album "Before the Bleeding Sun".
Il settimo sigillo dei finlandesi è un disco da acquistare, da non farsi mancare assolutamente nella collezione; un album malinconico, cupo, freddo, raffinato, ma anche violento e tagliente. Un disco che si allontana dal solito "filone" nordico e che catturerà anche coloro che, a questo genere, non sono proprio avvezzi.

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