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Bravi ma troppo canonici i Relinquished. Bravi ma troppo canonici i Relinquished. Hot

Bravi ma troppo canonici i Relinquished.

recensioni

titolo
Addictivities (Part. II)
etichetta
NRT-Records
Anno

Tracklist:
1. Expectations
2. Bundle of Nerves
3. Avalance of Impressions
4. Pulse
5. Damage for Good
6. Syringe
7. Zero
8. Into the Black
9. Void of My Soul

Line-up:
Sebastian Brambok (voce)
Anton Keuschnick (chitarra)
Simon Dettendorfer (chitarra, batteria)
Dominik Steffan (basso)

opinioni autore

 
Bravi ma troppo canonici i Relinquished. 2020-03-16 09:54:05 Sonia Giomarelli
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Sonia Giomarelli    16 Marzo, 2020
Ultimo aggiornamento: 16 Marzo, 2020
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Austria, famosa musicalmente per aver dato i natali a Mozart, difatti riconosciuta a livello mondiale come una delle zone cruciali di tutta la musica colta. In tempi recenti e guardando a generi moderni come il nostro Metal, la terra austriaca si è fatta notare a livello underground grazie a band validissime come Summoning, Abigor ed Edenbridge, i primi sul versante più estremo, gli ultimi su quello più Power e sinfonico.
Tuttavia ci sono molte band che viaggiono sui circuiti dell'underground più nascosto e che veramente in pochi conoscono, tra queste troviamo un gruppo dedito al Death Metal melodico e progressivo, i Relinquished. Formatosi originariamente nella zona del Tirolo intorno al 2004, i nostri rilasciano una prima demo - "Rehearsal Doom" - nel 2009 per poi esordire su Lp l'anno successivo con "Susanna Lies in Ashes" (tramite Noisehead Records, etichetta tedesca non più in attività). Nel 2012 esce il secondo lavoro "Onward Anguishes". Inizia un periodo di inattività durante il quale la band rilascia solo due singoli, ma qualcosa bolle in pentola e nel dicembre 2018 arriva a pubblicazione il terzo disco "Addictivities (part II" solo in versione digitale. Il formato fisico viene rilasciato a marzo dell'anno successivo.

"Addictivities (part II)" è un lavoro di nove pezzi, primo concept album, come già suggerisce il titolo. Il combo austriaco presenta un set di pezzi che trattano la complessa tematica della dipendenza attraverso un sound che tanto prende dal Death quando dal Prog e dal Doom, con ciò se ascoltiamo ad esempio "Expetations" (del quale è stato rilasciato un videoclip ufficiale di presentazione) e la successiva "Bundle of Nerves", non possiamo non pensare agli Opeth più oscuri ("Watershed", "Blackwater Park") con la loro struttura che va da un inizio lento e decadente ad uno sfociare in una rabbia tipica del Death Metal più dark. Il resto della scaletta è composto da brani che nulla si discostano dal sound di base ma che comunque vanno a strizzare l'occhio anche ad altre realtà della scena estrema e non, vedi le atmosfere minimaliste dello strumentale "Pulse" o ancora "Damaged for Good" caratterizzata da un suono melodico di stampo svedese (l'intermezzo al minuto 3:00). I migliori pezzi sono comunque "Avalance of Impressions" con la sua struttura altalenante e "Into The Black", cadenzata e oscura quanto basta.

Delineare un giudizio su questo nuovo lavoro dei Relinquished è alquanto facile in realtà: il disco non spicca il volo per via di pezzi (non tutti) che non possiedono abbastanza personalità per attecchire, i quali possono piacere solo all'appassionato di certi generi. "Addictitivies (part II)" è tuttavia un album interessante sopratutto dal punto di vista della tematica trattata e può comunque risultare un potenziale punto di lancio per una band valida la quale potrebbe migliorare ancora di più con la prossima release. Per ora siamo intorno alla sufficienza.

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20
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