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Kat Felicis Ioco è il moniker scelto da una cantante/polistrumentista americana, che debutta con un album di metal sinfonico. Kat Felicis Ioco è il moniker scelto da una cantante/polistrumentista americana, che debutta con un album di metal sinfonico. Hot

Kat Felicis Ioco è il moniker scelto da una cantante/polistrumentista americana, che debutta con un album di metal sinfonico.

recensioni

titolo
Catharsis
etichetta
Autoproduzione
Anno

Tracklist:
1. Sticks and Stones
2. Done
3. Monster
4. Eaten Alive
5. Puppetmaster
6. Paranoia
7. Rest in Peace
8. Emotional Flatline
9. No More

Line-up:
Kat Felicis Ioco - all vocals and instruments

opinioni autore

 
Kat Felicis Ioco è il moniker scelto da una cantante/polistrumentista americana, che debutta con un album di metal sinfonico. 2020-03-19 19:55:09 Virgilio
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Virgilio    19 Marzo, 2020
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Kat Felicis Ioco è un progetto solista di una cantante/polistrumentista del Minnesota, che debutta con quest'album, intitolato "Catharsis". L'autrice si occupa praticamente di tutto, sia a livello strumentale, sia dal punto di vista vocale, essendo dotata di una bella voce, che lascia andare anche in estensione con cantato lirico. Lo stile, molto incentrato su piano, tastiere e synth, ci ha ricordato un po' progetti in voga negli USA già negli anni '90 (ad es. gli Autumn Tears), però in questo caso si possono riscontrare anche influenze più recenti, quali possono essere Nightwish, Xandria, Evanescence o Within Temptation. Diciamo quindi che Kat (per semplicità la chiameremo così) si muove tra sonorità gothic e symphonic metal, puntando però molto sulla sua capacità di trasmettere emozioni. In questo riesce obiettivamente abbastanza bene: le sue performance sono molto espressive e riesce a creare suadenti atmosfere, per brani che raccontano di disuguaglianze, depressione, bullismo e tanto altro. C'è anche una certa varietà nell'uso dei timbri: ad esempio, potremmo menzionare l'organo di chiesa di "Rest In Peace" o le sonorità horror di "Puppetmaster". Si riscontra anche un songwriting alquanto coraggioso, che trascende dagli schemi della semplice canzone, tanto che, ad esempio, una traccia come "Emotional Flatline" supera gli undici minuti di durata. Non sempre magari tutto riesce benissimo: così, gli inserti sabbathiani in "Sticks and Stones" suonano un po' forzati. Nel complesso, però, nel disco si possono ascoltare buone cose e merita senz'altro di avere la sua chance, specialmente da parte di chi ama il genere.

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