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Per i colombiani No Raza un lavoro discreto che paga una durata troppo lunga Per i colombiani No Raza un lavoro discreto che paga una durata troppo lunga

Per i colombiani No Raza un lavoro discreto che paga una durata troppo lunga

recensioni

gruppo
titolo
Transcending Material Sins
etichetta
Noble Demon
Anno

PROVENIENZA: Colombia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Vader, Deicide, Krisiun, Obituary, Jungle Rot  

LINE UP: 
Juan Guillermo Cano - vocals, guitars 
Juan Camilo Sanchez - guitars 
Mike Spillane - bass 
Jairo Hernán Gómez - drums 

TRACKLIST: 
1. On the Verge of Dying Out [06:03] =ASCOLTA= 
2. Ancient Wars [04:22] =VIDEO= 
3. Reborn [05:09] =ASCOLTA= 
4. Fratricide [05:17] 
5. Sail in Rot feat. Tony "Demolition Man" Nolan (Venom Inc.) [04:39] =ASCOLTA= 
6. Alteración Mental [04:05] 
7. Decontamination [05:27] 
8. Scorn [05:02] 
9. Atrición [05:56] 
10. En Carne y Hueso [06:01] 
11. Transcending Material Sins [02:48] 

Running time: 54:49 

opinioni autore

 
Per i colombiani No Raza un lavoro discreto che paga una durata troppo lunga 2020-03-24 13:13:16 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    24 Marzo, 2020
Ultimo aggiornamento: 25 Marzo, 2020
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Attivi dal lontano '97, i colombiani - trapiantati ora in Florida - No Raza arrivano con questo "Transcending Material Sins" alla pubblicazione del loro quarto album, debutto sulla giovane label tedesca Noble Demon. Sembra che i No Raza abbiano scelto il posto giusto dove trasferirsi, visto che il loro Death Metal è impregnato dello stile floridiano: Deicide in primis, ma anche Obituary ed i braisliani Krisiun sono tra le influenze che possiamo trovare nell'operato della band sudamericana, senza dimenticare passaggi Thrash/Death-oriented alla Vader, come nell'ottima opener "On the Verge of Dying Out" o in "Reborn". Coadiuvati da una buonisisma produzione, i No Raza mettono sul piatto un lavoro più che discreto, in cui i Nostri non pretendono assolutamente d'inventare nulla di nuovo: la sensazione di 'già sentito', unita ad una durata dell'album forse un po' troppo lunga per un disco Death Metal sono le due piccole pecche imputabili al quartetto; ma se sulla prima ci si può tranquillamente passare sopra, che in fondo un fan di questo genere saprà trovare notevoli spunti interessanti da pezzi come quelli già citati o da "Fratricide" piuttosto che "Decontamimation", il secondo può essere uno scoglio più duro da superare, dato che si arriva alla seconda parte di questo lavoro con una sensazione di stanchezza che ci accompagnerà fino alla fine.
Un po' un peccato, tirando le somme finali: i No Raza sul piano prettamente strumentale offrono una prova buonissima grazie all'ottimo intrecciarsi del lavoro delle chitarre e ad una sezione ritmica costantemente martellante. Con un lavoro più snello dal punto di vista della durata (almeno 10, 15 minuti in meno), avremmo potuto avere tra le mani un disco ben oltre la semplice sufficienza raggiunta.

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