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C'è poco da salvare nel nuovo disco dei Darker Half C'è poco da salvare nel nuovo disco dei Darker Half

C'è poco da salvare nel nuovo disco dei Darker Half

recensioni

titolo
“If you only knew”
etichetta
Massacre Records
Anno

TRACKLIST:
1. Glass coloured rose
2. Falling
3. Into the shadows
4. If you only knew
5. Sedentary pain
6. The bittersweet caress
7. Thousand mile stare
8. Poseidon
9. This ain't over

LINE-UP:
Vo Simpson - Vocals, Guitar
Dom Simpson - Drums, Backing Vocals
Simon Hamilton - Bass, Backing Vocals
Daniel Packovski - Guitar, Backing Vocals

Guest Musicians:
Additional lead guitars: Stu Marshall (Night Legion, ex-Dungeon, Blasted To Static) on "Glass Coloured Rose",
Brendan Farrugia (Envenomed) on "Falling", Chris Themelco (Orpheus Omega) on "Sedentary Pain", Marcos Rodriguez (Rage) on "The Bittersweet Caress".
Growling: Dave Lupton (Flaming Wreckage) & Giacomo "Halfhead" Mezzatesta on "Sedentary Pain".

opinioni autore

 
C'è poco da salvare nel nuovo disco dei Darker Half 2020-03-29 10:12:43 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    29 Marzo, 2020
Ultimo aggiornamento: 29 Marzo, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dispiace davvero quando un disco inizia in un modo decisamente positivo e poi, strada facendo, si perde. E’ questo il caso di “If you only knew”, quarto album degli australiani Darker Half, band attiva sin dal lontano 2003. L’opener “Glass coloured rose” è semplicemente strepitosa, un vero e proprio manifesto di come si deve suonare melodic power metal, con ritmiche frizzanti, piacevoli parti soliste e melodie convincenti, oltre ad una voce decisamente indovinata per il genere. Anche la successiva “Falling” si mantiene sugli stessi ottimali livelli, una vera e propria cavalcata power grazie all’ottimo lavoro del batterista Dom Simpson con la sua doppia cassa. Ma già alla terza traccia, complice un notevole rallentamento del ritmo ed un minutaggio che pericolosamente inizia a salire, iniziano i problemi. La musica perde di brillantezza, le sonorità si fanno più oscure e si affaccia pericolosa la noia e la voglia di skippare al pezzo successivo; il problema è che la title-track che segue è ancora più lenta e tetra, oltre che ancora più lunga. Arriva poi il monolite definitivo, la pietra tombale sulle speranze di questo disco con l’infinita “Sedentary pain” che, parafrasando il titolo, nella prima metà è troppo sedentaria e si risveglia troppo tardi con blast beats al limite del death metal che, detta sinceramente, non c’azzeccano niente con il power melodico della band. A poco può la successiva “The bittersweet caress”, unica altra traccia all’altezza dell’accoppiata iniziale, visto che poi gli ultimi tre brani della tracklist continuano ad essere fiacchi e quasi noiosi, contribuendo in maniera determinante a condannare questo disco ad un precoce oblio. Mi dispiace ma il songwriting è decisamente deludente, poco frizzante, poco coinvolgente, troppo lungo e ripetitivo e troppo pericolosamente vicino ad annoiare. Mi sono costretto ad ascoltare diverse volte questo disco, ma ogni volta era una fatica immane arrivare alla conclusione del disco. Mi dispiace per i Darker Half, ma in questo “If you only knew” riesco a salvare solamente 1/3 delle canzoni.... poco, decisamente troppo poco per raggiungere almeno la sufficienza!

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