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Gli Aevum e sonorità decisamente particolari Gli Aevum e sonorità decisamente particolari Hot

Gli Aevum e sonorità decisamente particolari

recensioni

gruppo
titolo
"Multiverse"
etichetta
darkTunes Music Group
Anno

TRACKLIST:
1. The pilgrim
2. Spark of life
3. Tair
4. Black honeymoon
5. The time machine
6. Cold spot
7. Ulas
8. Hopeless
9. Fratricide
10. WWIII
11. Seeds
12. The garden of Mars
13. Cessate, ormai cessate

LINE-UP:
Lord of destruction - Guitars
Richard – Piano, backing vocals and growls
Ian – Keyboards
Hydra - Growls
Paul Grey Hunter – Bass
Emanuel la Croix – Guitars
Lucille Nightshade – Soprano
Cosimo De Nola - Drums

opinioni autore

 
Gli Aevum e sonorità decisamente particolari 2020-03-29 16:32:25 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    29 Marzo, 2020
Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 2020
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Seguo i torinesi Aevum sin dal loro primo full-lenght uscito nel 2014, intitolato “Impressions – Il palcoscenico della mente”. Il loro gothic sinfonico è sempre stato molto particolare e complesso, raffinato ed elegante ed anche questa volta, con il loro terzo album intitolato “Multiverse”, non si smentiscono, tirando fuori un lavoro di quasi un’ora, diviso in 13 pezzi. Chiariamo da subito che comprendere la musica degli Aevum non è cosa per tutti; nel loro sound c’è di tutto, non solo il gothic sinfonico, si passa da momenti quasi power a tratti vicini al death metal e tanto altro. Oltretutto, a quest’opera sembra esserci un inizio ed una fine con una sorta di messaggio dallo spazio che si sente tra le prime note ed in conclusione del disco, quasi a far pensare che ogni componimento faccia poi parte di un tutto di cui, causa forse anche la carenza di note esplicative, ci sfugge il significato. Come detto l’ascolto è tutt’altro che semplice e bisogna essere della giusta predisposizione di spirito per poter assaporare il lavoro della band piemontese, decisamente impegnativo e fuori dal comune. Ecco, i maniaci dell’originalità qui troveranno pane per i loro denti. Personalmente ho gradito i vari ascolti, soprattutto per un ritmo mai monotono imposto dalla batteria del nuovo arrivato Cosimo De Nola e per l’ottimo lavoro degli altri musicisti. Sicuramente particolari i vari stili di cantato, si spazia da voci iper-effettate a growls brutali (che, detta sinceramente, mi hanno stancato quasi subito e spesso mi sembravano esagerate!), splendide parti molto basse e profonde (in “Black honeymoon” ad esempio) gorgheggi lirici mai stucchevoli della soprano e parti “normali” (se mi passate il termine, dato che di “normale” qui c’è poco!) credo del pianista Richard e della stessa Lucille. Per un disco così particolare è fondamentale una produzione pressoché perfetta e devo complimentarmi con l’ignoto che si è dedicato a questo aspetto (purtroppo torniamo alle scarne informazioni ricevute), dato che siamo su livelli qualitativi decisamente validi. “Multiverse”, come dice il titolo stesso, è un disco decisamente poliedrico e singolare, per nulla semplice da ascoltare, ma sicuramente convincente ed originale. Del resto gli Aevum ci hanno da sempre abituato a musica non comune ed anche questa volta si sono confermati tali.

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