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Per i cechi Dustborn un debutto che potrà interessare i fans dell'Extreme Metal sinfonico

recensioni

gruppo
titolo
Dethroned
etichetta
MetalGate
Anno

PROVENIENZA: Rep. Ceca 

GENERE: Symphonic Blackened Death Metal 

FFO: Dimmu Borgir, Old Man's Child, Fleshgod Apocalypse, Septicflesh  

LINE UP: 
Johny - vocals
Dandee - guitars, vocals
Tomas - guitars
Vlajda - bass
Bubno - drums 

TRACKLIST: 
1. River Stained Red [03:25] =VIDEO= 
2. Of All Our Anguish [04:16] 
3. Parasite [03:53] 
4. Age of the Serpent [03:52] 
5. Monsters Along the Road [04:26] =ASCOLTA= 
6. Only Memories Survived [03:59] 
7. Zealot's Lament [04:43] 
8. Ethereal [03:22] 

Running time: 31:56 

opinioni autore

 
Per i cechi Dustborn un debutto che potrà interessare i fans dell'Extreme Metal sinfonico 2020-03-29 16:53:14 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    29 Marzo, 2020
Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Album di debutto per i cechi Dustborn, band formatasi nel 2017 nella regione meridionale della Boemia con già all'attivo un EP. Accasatisi presso la connazionale MetalGate, i Nostri hanno rilasciato nell'ottobre dello scorso anno "Dethroned", mezz'ora circa di Symphonic Blackened Death in cui è semplicissimo trovare le influenze, che spaziano soprattutto tra Dimmu Borgir e Fleshgod Apocalypse. L'elemento orchestrale, infatti, è centrale nel progetto Dustborn, con una presenza fissa - ed alcune volte forse troppo predominante - su ognuno dei singoli brani presenti nella tracklist di quest'album. Vero come detto che in alcuni momenti il comparto orchestrale sembra strafare, come ad esempio nell'opening track "River Stained Red", ma non si può non dire che in "Dethroned" è stato fatto comunque un ottimo lavoro d'arrangiamento. Per il resto, come possiamo sentire soprattutto in pezzi più che discreti come "Of All Our Anguish", "Monsters Along the Road" e "Age of Serpent", i Dustborn sembrano propendere maggiormente verso la corrente Symphonic Black, con passaggi furiosi ma altamente atmosferici che, appunto, vanno a ricordare Dimmu Borgir ed Old Man's Child, con fraseggi dal flavour Melodic Death (primi Soilwork, At the Gates) che donano spessore e varietà ad un lotto di brani senza dubbio funzionali.
Non possiamo dire che "Dethroned" sia un brutto album, ma quest'opera prima dei Dustborn è comunque uno di quei lavori che, seppur altamente sufficiente, alla fine difficilmente rimanda qualcosa alla memoria. Un discreto ascolto dunque, un buon intrattenimento, ma non oltre questo.

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