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Gli Altaria risorgono dalle ceneri e ristampano il loro album icona "Divinity" Gli Altaria risorgono dalle ceneri e ristampano il loro album icona "Divinity" Hot

Gli Altaria risorgono dalle ceneri e ristampano il loro album icona "Divinity"

recensioni

gruppo
titolo
Divinity
etichetta
Reaper Entertainment
Anno

Tracklist:
1. Unchain The Rain
2. Will to Live
3. Prophet Of Pestilence
4. Darkened Highlight
5. Discovery
6. Falling Again
7. Divine
8. Haven
9. Try To Remember
10. Stain Of The Switchblade
11. Enemy
12. Final Warning

Line Up:
Taage Laiho – vocals
J-P Alanen – guitars
Petri Aho – guitars
Marko Pukkila – bass
Tony Smedjebacka – drums

opinioni autore

 
Gli Altaria risorgono dalle ceneri e ristampano il loro album icona "Divinity" 2020-03-29 16:58:08 Gianni Izzo
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    29 Marzo, 2020
Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I finlandesi Altaria, alle prime battute di inizio millennio, videro la collaborazione con l’ex chitarrista dei Sonata Arctica, Jani Liimatainen, con il quale registrarono “Introduction” e questo “Divinity”. Proprio “Divinity”, uscito nel 2004, è stato tra i lavori più apprezzati dai propri fans. La band è andata avanti tra vari cambi di line up, pubblicando altri 3 album in studio e apparendo in sede live fino al 2016, quando decise di sciogliersi.
A 20 anni dagli inizi, la creatura del bassista Pukkila e del batterista Smedjebacka, insieme al cantante Laiho, e con il resto della line up del 2006, cioè i chitarristi Alanen e Aho, torna sotto contratto con la Reaper Entertainment e, mentre sono pronti per lanciare un nuovo disco in studio, fanno felici i loro fans più affezionati, rimettendo sul mercato il remastering del loro “Divinity”, da tempo fuori catalogo, con due bonus tracks, di cui però non possiamo tener conto, in quanto non ce ne hanno concesso l’ascolto.

“Divinity” è un classicissimo heavy/power album alla finlandese, con molti spunti melodici, abbellito dall’ugola del cantante Laiho che non punta ad acuti assurdi, ma rimane sempre piacevolmente su cristallini toni caldi. Ottimi i soli delle chitarre, molto tecnici ma senza mai scadere nell'autoreferenzialità, mentre i tappeti di tastiere talvolta sanno un po’ troppo di anni ’80, vedi Europe.
Diversamente dai primi Sonata Arctica o dagli Stratovarius, gli Altaria però non eccedono mai nella velocità, anzi se la prendono, per la maggior parte del tempo, con molta calma, e talvolta questa inversione di marcia rende alcune tracce fin troppo mosce, purtroppo. L’unico momento in cui si spinge sul pedale in realtà è con “Stain Of The Switchblade”, per il resto siamo di fronte ad un mid-tempo album, molto patinato, molto elegante, ma anche molto basico a livello di songwriting.
Highlights ne abbiamo trovate nell’ariosa e catchy opener "Unchain The Rain", nell’oscura e rocciosa “Darkened Highlight” (tra i pezzi più interessanti), o nei bei refrain di “Falling Again” e della title-track.

Nel 2020 queste sonorità così semplicistiche, e in realtà poco heavy, potrebbero essere considerate fuori tempo massimo ma, calcolando che questo disco ha 16 anni, lo promuoviamo comunque. Brani buoni ce ne sono, ma ci sono anche soluzioni troppo retrò o easy listening, persino per il 2004. Vedremo cosa gli Altaria riusciranno a tirar fuori oggi, intanto invitiamo all'ascolto di questo remaster ovviamente i fans della band, che aspettavano a lungo il disco nuovamente sugli scaffali dei negozi, ed a chi proprio non può far a meno di un melodicissimo e catchy album metal di stampo nordico, che è sufficiente, ma se avesse avuto un po' di grinta in più dietro le pelli e qualche arrangiamento meno scolastico, avrebbe avuto sicuramente migliore esito.

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