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Per gli statunitensi Xoth un secondo album che alla lunga rischia di stancare Per gli statunitensi Xoth un secondo album che alla lunga rischia di stancare Hot

Per gli statunitensi Xoth un secondo album che alla lunga rischia di stancare

recensioni

gruppo
titolo
Interdimensional Invocations
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death/Black Metal 

FFO: Absu, Voivod, Goatwhore, Bal-Sagoth 

LINE UP: 
Tyler Sturgill - vocals, guitars 
Woody Adler - guitars, vocals 
Ben Bennett - bass, vocals 
Jeremy Salvo - drums 

TRACKLIST: 
1. Casting the Sigil [04:52] =ASCOLTA= 
2. Mountain Machines [03:53] 
3. Back to the Jungle [05:05] =ASCOLTA= 
4. Unseen Abductor [04:58] 
5. Haruspex [04:23] 
6. Plague Revival 20XX [05:26] 
7. The Ghost Hand of God [03:46] 
8. Melted Face of the Soul [06:43] 

Running time: 39:06 

opinioni autore

 
Per gli statunitensi Xoth un secondo album che alla lunga rischia di stancare 2020-03-29 17:30:23 Daniele Ogre
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    29 Marzo, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Pubblicato alla metà d'ottobre dello scorso anno, "Interdimentional Invocations" è il secondo album degli statunitensi Xoth, band di Seattle formatasi nel 2014 e con all'attivo, oltre ad un EP, anche un primo album intitolato "Invasion of the Tentacube", uscito nel 2017, il tutto autoprodotto dalla band stessa. Considerato che i musicisti coinvolti in questa band hanno già il loro bagaglio d'esperienza - in formazione troviamo ex membri di Warbringer, Lacherous Nocturne, Bonded by Blood e Phalgeron -, possiamo dire che, in parte, questa seconda fatica degli Xoth è un po' una piccola delusione. La proposta del quartetto statunitense è un Death/Black canonico in cui possiamo trovare anche passaggi thrashy, ma senza una vera e propria varietà; presi uno a uno, brani che compongono "Interdimensional Invocations" non sarebbero nemmeno poi tanto male, in primis "Back to the Jungle", ma presi insieme il tutto sembra un po' troppo ripetitivo e, alla lunga, monotono, tanto che si arriva in fondo all'album con uno sforzo eccessivo per un lavoro di questo genere. Soprattutto, in ambito Death/Black c'è un numero alquanto considerevole di ottime release, quindi un lavoro non propriamente memorabile come è questa seconda fatica degli Xoth - arrivati in fondo forse la sola "Back to the Jungle" lascia qualcosa -, può lasciare un po' il tempo che trova.

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