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Devil's Bargain si può sicuramente migliorare, ma siamo già a buon punto Devil's Bargain si può sicuramente migliorare, ma siamo già a buon punto Hot

Devil's Bargain si può sicuramente migliorare, ma siamo già a buon punto

recensioni

titolo
"Visions"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Sewer Rats
2. Endless fight
3. No return
4. Devil’s bargain
5. Sign of the times
6. Your disposal
7. Symphony of silence

LINE-UP:
Arthur Melchior Pagliarini - Vocals
Juan Carlos Galdos - Guitar
Jurgen Van Poppel - Guitar
Dirk Poppe - Bass
Nico Laureys – Drums

opinioni autore

 
Devil's Bargain si può sicuramente migliorare, ma siamo già a buon punto 2020-05-10 09:11:15 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    10 Mag, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Questo è il tipico caso del disco che va ascoltato attentamente, perchè ad un primo ascolto distratto può mostrare i propri difetti, nascondendo i propri punti di forza. All’inizio, infatti, avevo avuto un’impressione negativa, complice una registrazione non perfetta ed una voce troppo urlata che rischia di risultare un po’ stridula e nasale, forse per la classica voglia di strafare degli esordi. Poi, ascolto dopo ascolto, sono riuscito ad apprezzare quanto proposto dai belgi Devil’s Bargain con il loro secondo disco, intitolato “Visions”. La band si è formata nel 2013 a Sint-Niklaas, nelle East-Flanders, ed ha all’attivo solo un precedente lavoro risalente al 2017 ed intitolato “Deal with the devil” (a me sconosciuto). Questo nuovo disco, autoprodotto dal gruppo, è composto da sole 7 tracce per poco più di 36 minuti di heavy metal dai forti influssi power, non proprio originalissimo, ma indubbiamente piacevole da ascoltare, soprattutto grazie all’ottimo lavoro della coppia di chitarristi Jurgen Van Poppel (tra i fondatori della band, assieme al bassista ed al batterista) e Juan Carlos Galdos, autori di muri di riff e piacevoli parti soliste. Forse il tallone d’Achille della formazione è il singer Arthur Melchior Pagliarini, il quale ha un approccio un po’ troppo old-style e tende un attimo ad esagerare con striduli strilli sparsi per tutto il disco, mentre forse avrebbe dovuto concentrarsi di più sull’espressività, come prova anche a fare nella conclusiva “Symphony of silence”, di gran lunga il pezzo migliore del lotto. Sono sicuro che il cantante, con uno studio assieme ad un professionista, atto ad accrescere ed ottimizzare le proprie potenzialità e capacità, sarà in grado in futuro di regalarci prestazioni migliori di questa, così da esaltare l’ottimo lavoro fatto dai suoi compagni musicisti. Questo “Visions” non passerà alla storia del metal, ma mette in mostra un gruppo promettente che sono sicuro in futuro potrà regalarci altri piacevoli dischi, a patto di migliorare i propri punti deboli.

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