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Un debut album solido per i canadesi Omniarch Un debut album solido per i canadesi Omniarch Hot

Un debut album solido per i canadesi Omniarch

recensioni

gruppo
titolo
Omniarch
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Canada 

GENERE: Technical Melodic Death Metal 

FFO: The Black Dahlia Murder, Arsis, Allegaeon, Inferi, Revocation 

LINE UP: 
Mackenzie LaHaye - vocals 
Morgan Lambert - guitars 
Mason Wilson - guitars 
Jon Hofmann - bass 
Henry Giesbrecht - drums 

TRACKLIST: 
1. Caligula [07:00] 
2. A Voracious Awakening [03:57] 
3. Humanaut [04:25] 
4. Ohm Cairn [06:40] =ASCOLTA= 
5. Wrath of Erymanthos [04:06] =ASCOLTA= 
6. Pathfinder [03:55] 
7. Ursa Major [07:39] 

Running time: 37:42 

opinioni autore

 
Un debut album solido per i canadesi Omniarch 2020-05-11 15:00:23 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Mag, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Debutto assoluto per i canadesi Omniarch, band proveniente da Edmonton, Alberta, formatasi dalle ceneri di Netherward e This Is War. Con quest'album eponimo, l'act canadese mette subito tutte le carte in tavola: dediti ad un Technical/Melodic Death Metal in cui forti sono le influenze dei "soliti" The Black Dahlia Murder, Arsis ed Allegaeon, lungo le sette tracce del disco gli Omniarch riescono ad offrire anzitutto una prestazione tecnicamente ineccepibile e muscolare. Rasoiate melodiche ed una sezione ritmica arrembante offrono il perfetto tappeto sonoro per l'ottima prestazione di Mackenzie LaHaye dietro il microfono, il quale, tra feroci scream e possenti passaggi growl, si erge ad MVP dell'opera. Cosa più importante: i pezzi funzionano a dovere, soprattutto quando gli Omniarch puntano dritto al sodo come in "A Voracious Awakening" e "Humanaut" - miglior pezzo del lotto per chi vi scrive -, mentre forse un po' si perdono nei brani più lunghi come l'opener "Caligula" e la conclusiva "Ursa Major", brani che con un minutaggio leggermente inferiore (un paio di minuti l'uno), sarebbero potuti essere probabilmente più incisivi.
Una sufficienza d'incoraggiamento per "Omniarch", debut album eponimo del quintetto canadese. Il voto sarebbe potuto essere senza alcun dubbio anche di un mezzo punto più alto, ma essendo un debutto assoluto - seppur da musicisti con già un certo background - ed autoprodotto, il 3/5 va più che bene, con la sicurezza che in futuro potremmo sentire ancor di meglio da questi ragazzi.

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