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Arrivano dalla Svezia i Mad Hatter con il nuovo “Pieces of Reality”, un album devoto al power metal classico Arrivano dalla Svezia i Mad Hatter con il nuovo “Pieces of Reality”, un album devoto al power metal classico Hot

Arrivano dalla Svezia i Mad Hatter con il nuovo “Pieces of Reality”, un album devoto al power metal classico

recensioni

titolo
Pieces of Reality
etichetta
Art Gates Recods
Anno

01. Fever Dreams
02. Master of the Night
03. Queen of Hearts
04. Rutledge Asylum
05. The Children from the Stars
06. Pieces of Reality
07. The Valley
08. Ignite
09. Awake
10. Collector of Souls
11. I’ll Save the World

opinioni autore

 
Arrivano dalla Svezia i Mad Hatter con il nuovo “Pieces of Reality”, un album devoto al power metal classico 2020-05-20 15:35:55 Gianlu "RocketTobi"
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Gianlu "RocketTobi"    20 Mag, 2020
Ultimo aggiornamento: 20 Mag, 2020
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Arrivano dalla Svezia con il secondo album “Pieces of Reality” i Mad Hatter, band devota ad un classicissimo power metal epico, l’album prodotto sotto l’etichetta Art Gates Recods, gode di un notevole sound focalizzato sull’esaltare al massimo tastiere, assoli e atmosfere.

Nonostante non venga proposto niente di nuovo l’album già dal primo ascolto scorre abbastanza bene, ma quello che avvertiamo maggiormente nelle undici tracce è l’influenza (fin troppo marcata) di bands come Helloween, Masterplan, Sonata Arctica ed Edguy.
E’ comunque un ottima produzione, arrangiata con professionalità; Alfred Fridhagen (batteria), Dennis Eriksson (chitarre), Magnus Skoog (Basso) svolgono un notevole lavoro tecnico e il loro affiatamento è indiscutibile.
Mentre è il timbro vocale di Peter Hjerpe a non convincere sempre, la sua voce di fatto tende ad acquisire maggiore valore espressivo sulle note più acute e nelle parti più “scure”, come nell'omonima “Pieces of Reality”, nella quale è padrone di una performance più equilibrata, un brano questo che ricorda vagamente il power dei migliori Masterplan con Jorn Lande al microfono.
Si distingue “Rutledge Asylum” per gli assoli “happy” ricamati da Dennis Eriksson, un chitarrista decisamente dotato di grande tecnica e gusto melodico. Il brano tende a crescere d'intensità da metà minutaggio in poi, diventando uno dei migliori episodi dell’album, un ritornello energico di facile presa fa la sua parte da magnete tra tastiere sonanti e cavalcate power.
I più devoti al genere non potranno che avvertire all’istante l’influenza degli Helloween e degli Edguy tra “Ignite” e “Awake”, per alcuni potrebbe rivelarsi un bene mentre per altri no, fondamentalmente sono due brani esaltanti che nel complesso funzionano abbastanza bene, ma lasciano perplessi in quanto a originalità.
Nel corso dell'ascolto la situazione non cambia, cerchiamo quel qualcosa in più, quella soluzione personale capace di farci decollare senza dubbi, ma rimaniamo fino alla fine sull'altalena, fortunatamente sempre con il sorriso.

I Mad Hatter possono sicuramente fare molto più del "semplice" compitino "copia e incolla", e intendiamoci, è giusto e sacrosanto avere le proprie influenze, ma lo è ancora di più il valore personale, la personalità, un buon bilanciamento su entrambi i fronti.
Ciò nonostante questo "Pieces of Reality" possiede dei punti a proprio favore, aspetti che faranno felici gli amanti del genere che sicuramente non ne rimarranno delusi.

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