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Solar Flare: nulla da salvare Solar Flare: nulla da salvare Hot

Solar Flare: nulla da salvare

recensioni

titolo
"Solar Flare"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Medieval
2. Under the Sun
3. Born to Burn
4. Pharaoh
5. Nous Sommes
6. Taken to the Other Side
7. World In My Head

LINE-UP:
Ethan Jackson - vocals
Mark Greene - guitars
Garian Perry - guitars
Cody Bowling - bass
Jordan Cavalaris - drums
Guest: Peter Danielsen - keyboards on track 1

opinioni autore

 
Solar Flare: nulla da salvare 2020-05-23 14:49:43 Ninni Cangiano
voto 
 
0.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    23 Mag, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando ho iniziato ad ascoltare questo disco omonimo degli americani Solar Flare, mi sono ritrovato catapultato alla mia adolescenza negli anni ’80, quando assieme agli amici dell’epoca eravamo sempre a caccia di bootleg live registrati approssimativamente, per sbatterci un pochino con equalizzatori e scarsi mezzi a disposizione cercando inutilmente di migliorare la registrazione per ascoltare decentemente quel live. Questa è stata la sensazione ascoltando questi quasi 38 minuti per 7 tracce della band dell’Ohio e mi sono chiesto subito se ha un senso nel 2020 registrare un disco in questa maniera assurda. Va bene il gusto per il vintage, il voler essere old-style, ma qui la batteria fa venire da piangere con il rullante che sembra una pentola ed il resto che non è certo meglio, le chitarre sono spesso zanzarose come se avessimo a che fare con una band black metal che suona in una cantina sotterranea, il basso si fatica a sentirlo nell’impasto sonoro e la voce in falsetto (spesso anche alquanto sforzato) è sparata a volume esagerato che sovrasta tutto. Ho fatto una fatica immane ad ascoltare questo disco tutto d’un fiato e mi sono fatto violenza per riascoltarlo nuovamente alla ricerca di qualcosa di positivo da segnalare, purtroppo senza esito fortunato. Forse si potrebbe salvare qualche parte solista di chitarra, magari qualche melodia (pur se in stile trito e ritrito), ma null’altro. Originalità nemmeno a parlarne (ma non credo sia questo l’obiettivo della band), energia giusto il minimo sindacale e non mi addentro su discorsi tecnici, dato che non ritengo di averne le adeguate competenze. Aggiungete poi una copertina tra le più orrende che si siano mai viste ed il disastro è servito. Dispiace sempre stroncare la passione di un gruppo (forse l’unica cosa evidente), ma qui il vintage è fin troppo e disturba alquanto; nel 2020 si può e si deve suonare heavy metal in maniera molto più convincente e soprattutto bisogna investire qualcosa in più per poter avere una produzione professionale. Purtroppo i Solar Flare (su cui si sa anche poco e nemmeno sono presenti su metal-archives) hanno mancato pressoché sotto ogni punto di vista e non vedo come questo loro disco omonimo possa piacere a qualcuno, se non solo ai die hard fans (sempre se ce ne sono....).

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