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Il gradito ritorno dei Fairyland Il gradito ritorno dei Fairyland Hot

Il gradito ritorno dei Fairyland

recensioni

gruppo
titolo
“Osyrhianta”
etichetta
Massacre Records
Anno

TRACKLIST:
1. The age of birth
2. Across the snow
3. The hidden kingdom of Eloran
4. Eleandra
5. Heralds of the green lands
6. Alone we stand
7. Hubris et orbis
8. Mount Mirenor
9. Of hope and despair in Osyrhia
10. The age of light

LINE-UP:
Francesco Cavalieri - Vocals
Willdric Lievin - Bass
Sylvain Cohen - Guitars
Philippe Giordana - Keys
JB Pol - Drums

Guest Musicians:
Elisa C Martin (lead vocals on "Eleandra")
Flora Spinelli & Victoria Cohen (lead vocals on "The Age Of Light")
Tony Rabusseau (backing vocals)
Camille "Cydorrh" Dominique (violins & flutes)
Dan Wilberg (narration "The Age Of Birth")

opinioni autore

 
Il gradito ritorno dei Fairyland 2020-05-23 15:37:02 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    23 Mag, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ci sono voluti 11 anni per i francesi Fairyland per dare un successore a “Score to a new beginning”, ma alla fine Philippe Giordana ci è riuscito. Fatta l’ennesima rivoluzione nella line-up (dal precedente disco è rimasto solo il fildo Willdric Lievin, che però qui suona il basso invece della batteria), il nuovo album “Osyrhianta” è un altro capitolo della trilogia dei precedenti lavori, una sorta di prequel in cui si narra della creazione del mondo Osyrhia di cui si è parlato nei tre dischi finora realizzati dalla band di Nizza. Nella nuova formazione, dobbiamo subito evidenziare la presenza di un altro cantante italiano: Francesco Cavalieri dei Wind Rose ha infatti preso il posto dell’ottimo Marco Sandron; lo stile di Cavalieri è più “aggressivo”, ma ben si sposa con il sound del gruppo. A lui si affianca anche la grande Elisa C Martin (vecchia conoscenza di ogni appassionato del power metal, nonché cantante sul primo disco degli stessi Fairyland) che purtroppo canta solamente su un pezzo, pur facendolo ottimamente come sempre, tanto da rendere “Eleandra” sostanzialmente il brano migliore del disco! Dobbiamo subito evidenziare come il cordone ombelicale che lega il sound dei Fairyland a quello dei Rhapsody (nelle varie loro forme) sia ancora ben saldo, anche se Giordana ha cercato di diversificarlo un po’, inserendo diverse parti di violino e flauto (suonate ottimamente da Camille “Cydorrh” Dominique, musicista che milita negli Adaryn e nei Drenaï), che danno un tocco folkeggiante ed arricchendo il tutto con grandi quantità di cori. Il disco si lascia ascoltare più che gradevolmente, anche se qualcosa potrebbe essere migliorato: il ritmo non sempre è frizzante ed il nuovo batterista JB Pol poteva distinguersi maggiormente in positivo; alcuni brani, inoltre, sono forse un po’ troppo prolissi ed avrebbero avuto un esito migliore con qualche sforbiciata qua e là. Mi riferisco, soprattutto all’inutilissima e lunga intro “The age of birth”, nonché alla strumentale “Mount Mirenor”, affascinante sicuramente, ma alquanto “eccessiva” nei suoi oltre 7 minuti, soprattutto se piazzata prima della lunga suite di oltre 12, intitolata “Of hope and despair in Osyrhia”. Ciò nonostante, i Fairyland sono finalmente tornati a farsi sentire ed ogni appassionato di power sinfonico ne deve essere contento! “Osyrhianta” non è il miglior disco della carriera dei francesi, ma è fatto molto bene sotto ogni punto di vista e rappresenta un punto da qui ripartire ed un graditissimo ritorno; ora c’è da sperare che Philippe Giordana non ci metta altri 11 anni per darci un nuovo saggio del suo talento e della sua fantasia.

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