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Gomorra, per i fans degli Iced Earth Gomorra, per i fans degli Iced Earth

Gomorra, per i fans degli Iced Earth

recensioni

gruppo
titolo
"Divine judgement"
etichetta
Noble Demon
Anno

TRACKLIST:
1. Canaan
2. Gomorra
3. Flames of death
4. Hope for the righteous
5. Out of control
6. Brother we’re damned
7. The city must fall
8. Children of the land
9. Cleansing fire
10. Angels amongst us
11. Never look back

LINE-UP:
Jonas Ambühl - Vocals
Damir Eskić – Guitars
Stefan Hösli – Drums
Nico Ardüser – Bass
Dominic Blum - Guitars

opinioni autore

 
Gomorra, per i fans degli Iced Earth 2020-05-24 09:29:38 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    24 Mag, 2020
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Gli svizzeri Gomorra sono una della bands “vittime” del Covid-19; il loro disco, infatti, sarebbe dovuto uscire in piena pandemia nel mese di aprile ed è stato deciso di rimandarne la release date al 22 maggio. Non abbiamo molte informazioni su questa band ma fortunatamente c’è l’enciclopedia del metal (metal-archives.com) ad aiutarci; scopriamo così che il gruppo esiste dal 1994 e che si chiamava prima The Gonorreas per poi diventare solo Gonoreas (monicker con cui sono stati registrati ben 6 albums); solo l’anno scorso il gruppo ha cambiato nome per adottare l’attuale Gomorra. Rispetto alla formazione dei Gonoreas, sono rimasti in tre: il singer Jonas Ambühl, il chitarrista Damir Eskić ed il batterista Stefan Hösli, cui si sono aggiunti il bassista Nico Ardüser e l’altro chitarrista Dominic Blum. “Divine judgement” è il primo album con questo monicker, composto da 10 brani (cui si aggiunge la solita inutilissima intro) per poco meno di 43 minuti di power/thrash fortemente ispirato dagli Iced Earth. Il guitar-riffing è quasi identico allo stile inconfondibile di Jon Schaffer, le atmosfere ricordano quelle sulfuree dei migliori dischi della band americana e persino la voce di Jonas Ambühl può essere accostabile allo stile di Stu Block (ma non al grande Matt Barlow!). Si tratta di un gruppo-clone? Possiamo rispondere negativamente; le influenze sono evidenti, ma non siamo ancora a livello di plagio. I maniaci dell’originalità e della personalità qui avranno da sbizzarrirsi, dato che obiettivamente avrebbero tanta polpa da addentare, ma lasciamo certi scomodi argomenti a chi ne ha voglia, noi parliamo di musica. E la musica dei Gomorra si lascia ascoltare e riascoltare più che gradevolmente, infonde energia ed è suonata, cantata e registrata decisamente bene. Purtroppo, però, non tutti i pezzi funzionano alla stessa maniera: se, infatti, il terzetto iniziale “Gomorra”, ”Flames of death” e “Hope for the righteous” lascia senza fiato e spacca di brutto, quando il ritmo rallenta con “Out of control” iniziano i problemi, dato che ci troviamo davanti un brano privo di mordente e che, dopo un paio di ascolti, annoia alquanto! Il disco purtroppo proseguirà a questa maniera; “Brother we’re damned” (forse il pezzo migliore del disco) starebbe benissimo in “Something wicked this way comes” degli Iced Earth, seguito dall’ottima “The city must fall”, mentre “Children of the land” va a braccetto con “Out of control” ed annoia pressoché subito. Un’altra canzone che non mi ha fatto impazzire (pur rimanendo un’ampia spanna sopra alle due predette) è la conclusiva “Never look back”, a causa di un coretto ripetuto in maniera ossessiva che, dopo un po’, farebbe perdere la pazienza anche ad un santo. “Divine judgement” presenta quindi ottimi pezzi, ma ha anche, al suo interno, alcuni altri che semplicemente non funzionano e ne abbassano il giudizio finale. Se siete fans degli Iced Earth, in attesa del loro prossimo album, potrete sicuramente apprezzare questo disco dei Gomorra.

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