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Innerload-React

recensioni

gruppo
titolo
React
etichetta
SG Records
Anno

Tracklist:
1.Through The Inner
2.Fake World
3.Dancing Queen
4.Eco Criminal
5.Million Times
6.Painful Freedom
7.The Wizard

opinioni autore

 
Innerload-React 2013-04-20 17:32:01 Rha Stranges
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Rha Stranges    20 Aprile, 2013
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Inizio questa recensione scusandomi con la band, poiché questo disco è un bel po’ che sarebbe dovuto essere recensito ma , mea culpa, ho avuto un periodo che non vi sto certo a raccontare; sebbene scuse da parte del sottoscritto sono dovute per la tardiva, molto tardiva, recensione. Detto questo passiamo al disco dei nostrani Innerload.
La produzione del disco in termini tecnici non è malvagia, i suoni sono abbastanza buoni e il mix mi sembra ben bilanciato, sebbene alcuni suoni di partenza non sono certo dei migliori; tutto sommato però la produzione non influisce negativamente sul lavoro artistico dei veneziani.
La band suona un metal un po’ “antico” nel senso che chiaramente richiama alla mente tutta quella schiera di band che dagli Iron Maiden hanno rubato tutto e di più. Purtroppo musicalmente parlando non mi convince tantissimo poiché, sebbene di chiaro stampo heavy metal (nel senso più profondo del termine) il risultato non sempre riesce al meglio. Io sono un maniaco della precisione ritmica, delle linee vocali, del timing, delle armonie e della costruzione omogenea in arrangiamento e purtroppo in questo disco ogni uno di questi aspetti possiede dei deficit.
Partendo dalla batteria, l’uso della doppia cassa non è sempre preciso, come questo tipo di musica richiede. Il drumming è molto energetico ma spesso il tutto tende a cadere ed a perdere, quello che si dice il momentum, dovuto in particolare ad alcune imprecisioni ritmiche che sono facilmente udibili durante tutto il disco. (l’uso del click avrebbe aiutato parecchio, sperando che questo non sia già il risultato con il click, ma ne dubito) Dopo questo, il mio più completo rispetto ed elogio per aver deciso di non utilizzare, come spesso accade, campioni quantizzati della batteria. Insomma, si ci sono imprecisioni ma perlomeno non è una batteria finta ma suonata con molta grinta.
Le chitarre e il basso fanno il loro dovere, ma anche qui, talvolta, la mancanza di “sincro” tra le 2 chitarre, il basso e la batteria fa si che il tutto cada nel vuoto. Peccato perché l’energia è quella giusta ma bisogna essere onesti, il mondo dell’heavy metal è fatto comunque da gente super preparata sul proprio strumento, dove la tecnica non serve solo a dimostrare inutili peripezie virtuosistiche ma a far si che anche un semplicissimo riff suoni come dovrebbe; questo non è sempre il caso.
Vocalmente non sono stato colpito per nulla, ogni volta che ascolto il disco ho l’impressione che il cantante degli Innerload non abbia la potenza giusta per sostenere la musica che lo circonda, ma devo spezzare una lancia a suo favore dicendo che rimanderei il giudizio su di lui solo dopo averlo visto live. Spesso le registrazioni non rendono giustizia sulle voci, magari dal vivo ha un “vocione” che spacca; speriamo di scoprirlo presto.
La musica: è un heavy metal classico, come accennato prima. Il disco non è molto lungo (solo 6 tracce escludendo l’intro) e questo è un bene poiché il tutto scorre non troppo pesantemente. Alcune linee vocali sono un po’ deboli nel complesso (e stavolta non parlo della voce ma del modo in cui sono state costruite), ma a tratti abbastanza orecchiabili e piacevoli. Le canzoni, nel senso puro del termine, talune volte si disperdono con alcuni arrangiamenti a mio avviso non necessari. Un po’ come se i veneziani abbiano provato ad “impressionare” come se dovessero dimostrare qualcosa a qualcuno. Personale suggerimento a tal proposito: cercate di suonare la musica che vi piace senza pensare di dover dar conto, sono certo il risultato ne gioverà.
Concludendo, non voglio distruggere per nessun motivo questo lavoro che come detto prima ha certamente dei deficit, ma è un lavoro che è stato certamente suonato e solo per questo merita l’ascolto da parte del pubblico e poi ascoltandolo si denota una certa “sincerità”, intendo dire che questi ragazzi ci credono e sono certo che prenderanno questa recensione come un punto di vista per far meglio non certamente come una critica negativa, poiché negativa non è, solo onesta da parte di chi (in questo caso io) ascolta questo disco, come onesta è la musica che gli Innerload propongono in React.

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