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Battle Born, un esordio sulla scia di Majesty e Manowar Battle Born, un esordio sulla scia di Majesty e Manowar

Battle Born, un esordio sulla scia di Majesty e Manowar

recensioni

titolo
"Battle Born"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Battle born
2. Bring the metal back
3. Man of war
4. For our home
5. Sovngarde awaits

LINE-UP:
Jack Reynolds - Vocals
Will Kerr - Guitars, Keyboards
Tom O'Dell - Guitars, Vocals (Track 4)
Chris Beattie - Bass
Charles Lamacraft-Perrett - Drums

Guest:
Ethan Bishop (Guitars on tracks 3 and 4)

opinioni autore

 
Battle Born, un esordio sulla scia di Majesty e Manowar 2020-06-28 16:43:33 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    28 Giugno, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Battle Born nascono 2 anni fa a Southampton in Inghilterra ed arrivano in questi giorni ad autoprodursi il proprio primo EP omonimo, dotato di artwork simpatico, ma un po’ banale, con un orsetto guerriero con tanto di ascia bipenne, a cavallo del classico drago. Il loro sound è un piacevole power/epic metal ma, se siete alla ricerca di qualcosa di originale, sappiate che qui non vi è alcuna possibilità di trovarne; maniaci dell’innovazione potete quindi terminare qui la vostra lettura. Se, invece, non ve ne frega niente dell’originalità (proprio come evidentemente non importa minimamente a questi cinque figli d’Albione), sappiate che la musica dei Battle Born è chiaramente ispirata dai tedeschi Majesty e dai maestri Manowar. Tra guerre ed inni al metal, infatti, canzoni come “Bring the metal back” e “Man of war” sembrano mutuate palesemente dalla lezione impartita da Joey DeMaio & soci. Si discosta la ballad romantica “For our home”, in cui il chitarrista Tom O’Dell dimostra di saper anche cantare molto bene, grazie ad un’ugola calda e profonda. Anche la conclusiva “Sovngarde awaits” si stacca dalle prime, strizzando l’occhio al power scandinavo, anche per l’uso delle tastiere ed il drumming più frizzante dell’ottimo Charles Lamacraft-Perrett. Se i Battle Born sapranno continuare sulla strada tracciata da queste ultime due canzoni, evitando in futuro di essere troppo simili alle predette bands, sono sicuro che sentiremo ancora parlare più che positivamente di loro. Per questo primo lavoro, comunque la votazione è più che positiva, dato che ho ascoltato e riascoltato più volte con piacere questi 25 minuti di musica. Ad majora!

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