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Furente ritorno per i Lamb Of God!!! Furente ritorno per i Lamb Of God!!!

Furente ritorno per i Lamb Of God!!!

recensioni

titolo
Lamb Of God
etichetta
Epic Records
Anno

Tracklist:
1. Memento Mori
2. Checkmate
3. Gears
4. Reality Bath
5. New Colossal Hate
6. Resurrection Man
7. Poison Dream (feat. Jamey Jasta)
8. Routes (feat. Chuck Billy)
9. Bloodshot Eyes
10. On The Hook

Line up: 
Randy Blythe - vocals 
Mark Morton - guitars 
Willie Adler - guitars 
John Campbell - bass 
Art Cruz - drums 

opinioni autore

 
Furente ritorno per i Lamb Of God!!! 2020-06-28 18:20:45 ENZO PRENOTTO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    28 Giugno, 2020
Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Cinque anni sono passati dall’ultima prova discografica "VII: Sturm und Drang" ed il futuro dei Lamb Of God non era così chiaro, sia perché la band decise di andare in pausa a tempo indefinito, ma soprattutto per l’abbandono definitivo del batterista storico Chris Adler. In realtà la band non ha mai smesso di comporre ed ecco quindi arrivare sul mercato il nuovissimo ed omonimo "Lamb Of God", come se si volesse chiudere un capitolo per iniziarne un altro. Lo stile bene o male è rimasto lo stesso, ovvero quel thrash/death moderno che tutti gli appassionati conoscono ma forse, rispetto all’ultimo lavoro la strada è più chiara.

Gli arpeggi cupissimi dell’opener “Memento Mori” fanno pensare che sta per scatenarsi la tempesta ed il quintetto proveniente da Richmond “Motherfucking” Virginia parte letteralmente a raffica nel giro di pochi secondi con un sound davvero massiccio ed esplosivo. L’impostazione è molto cruda ed asciutta soprattutto a livello di produzione, in modo che la forza primordiale della band venga fuori senza fronzoli. La composizione è quadratissima ed è rivolta alla potenza rabbiosa specie per le vocals furenti del singer Randy Blythe, ma a svettare è forse il nuovo batterista Art Cruz, che si rende protagonista di un drumming fantasioso e preciso come in “Checkmate”, arrabbiatissima e poco incline alla melodia, come pure il resto dell’album. Non potevano mancare gli assalti sonici ed ecco, per la gioia di tutti, arrivare delle mitragliate come “Gears” (con i suoi riff chitarristici serratissimi e con ritmiche altrettanto sparate), l’inno “New Colossal Hate” (bordata infuocata tecnicamente molto varia, ma che mantiene sempre l’immediatezza colma di strofe urlate a pieni polmoni) o la micidiale “Poison Dream” (con ospite alla voce Jamey Jasta degli Hatebreed, che dona una riuscitissima anima hardcore), per finire con la martellante “On The Hook”. Ovviamente non mancano anche pezzi meno veloci ed ecco quindi apparire la cupa “Reality Bath”, con le chitarre modello macigno, o la sulfurea “Resurrection Man”, con un growl sempre più malvagio ed un lavoro delle due asce tra il death ed il post metal per certe cesellature apocalittiche. Menzioni particolari le meritano la thrash “Routes”, con ospite sua maestà Chuck Billy dei Testament (che offre dei cori davvero imponenti) e la dinamica e sorprendente “Bloodshot Eyes” con un cantato davvero variegato. C’è tecnica, potenza e delle canzoni ben fatte che faranno sfaceli in sede live, tutto quello che si potrebbe insomma desiderare da un disco metal.

Un grande ritorno per i Lamb Of God che hanno saputo riprendersi molto bene e proseguire a testa alta e con fierezza la loro strada!

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