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Dalla Spagna l'ottimo debutto dei Velkhanos con un album granitico e martellante Dalla Spagna l'ottimo debutto dei Velkhanos con un album granitico e martellante Hot

Dalla Spagna l'ottimo debutto dei Velkhanos con un album granitico e martellante

recensioni

gruppo
titolo
The Wrath
etichetta
Art Gates Records
Anno

PROVENIENZA: Spagna

GENERE: Melodic Death Metal

TRACKLIST:
1. In Absentia Dei
2. Bring Me the Fire =OFFICIAL VIDEO= 
3. Black Omen
4. Dagon
5. The Wrath
6. Vulcano =LYRIC VIDEO=
7. The Last Day =LYRIC VIDEO=
8. Moloch
9. The Eye of God
10. Capricho Árabe

LINE-UP:
Miriam Ortiz - Vocals
Nando Salmerón - Guitars
Pablo Ato - Guitars
Angel Lucas - Bass
José Antonio Montiel - Drums

opinioni autore

 
Dalla Spagna l'ottimo debutto dei Velkhanos con un album granitico e martellante 2020-07-04 15:32:22 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    04 Luglio, 2020
Ultimo aggiornamento: 04 Luglio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Concludiamo la serie di recensioni per Art Gates Records con quella che ritengo essere la migliore delle tre band che la label ci ha gentilmente chiesto di recensire: gli spagnoli Velkhanos ed il loro primissimo album di debutto, "The Wrath". Attivo da solamente due anni e con alle spalle un solo Ep, il quintetto non si fa certo spaventare dalla concorrenza e si scaglia subito con grande foga con un melodic death fresco e moderno fortemente influenzato dalla componente epic/power e con qualche accenno symphonic dato dalle parti in clean della bravissima Miriam Ortiz alla voce. Quest'ultima una vera rivelazione all'interno del gruppo, e una delle pochissime donne in grado di stupire con un growl a dir poco sensazionale: Ad essere sincero è la cosa che più di tutte mi ha convinto della bontà di questo "The Wrath". Ma anche il lato strumentale e tecnico non è da meno, potete starne certi! Sicuramente i nostri non si inventano nulla di nuovo proponendo un ventaglio compositivo piuttosto variegato ma con evidenti rimandi a band ben più grandi del genere. Tuttavia questa marcata ispirazione non è da prendere come un mero copia/incolla, come se si stesse cercando di emulare e basta. La grinta dei brani e i riff belli solidi, coadiuvati da un'ottima performance canora e da un lavoro di groove imponente, riescono nell'intento di lasciare una piacevole sensazione di appagamento nell'ascoltatore. Ecco quindi che i brani si susseguono con facilità uno dopo l'altro, senza troppe esitazioni, pur tuttavia mancando quel pezzo che spicchi rispetto agi altri. Se da una parte, quindi, abbiamo l'asticella dell'attenzione che si attesta su una solida ed onesta sufficienza, dall'altro, come dicevamo prima, bisogna riconoscere che l'originalità non è certo il cavallo di battaglia dei Velkhanos, anche se di tanto in tanto quell'impennata c'è ( vedasi l'ottima "Dragon", forse il brano migliore proposto dal quintetto).
In generale "The Wrath" supera con pochissime difficoltà la sufficienza attestandosi su un livello di gran lunga superiore a tanti altri lavori che stanno uscendo ultimamente. Un ottimo investimento per la label che sicuramente ha fatto un centro pieno. Il mio unico consiglio è quello di dare più spazio al lato compositivo e cercare quel quid in più che ti faccia esclamare "Wow!". In bocca al lupo ragazzi!

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