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I Poltergeist e l'amore per il buon vecchio thrash I Poltergeist e l'amore per il buon vecchio thrash

I Poltergeist e l'amore per il buon vecchio thrash

recensioni

titolo
“Feather of truth”
etichetta
Massacre Records
Anno

TRACKLIST:
1. Time at hand
2. Saturday night's alright for rockin'
3. Feather of truth
4. The attention trap
5. Phantom army
6. The Godz of the seven rays
7. The culling
8. Megalomaniac
9. Ambush
10. Thin blue line
11. Unholy presence (Bonus)
12. Notion (Bonus)

LINE-UP:
André Grieder – Vocals
V.O. Pulver – Guitars
Chasper Wanner – Guitars
Ralf Winzer Garcia – Bass
Reto Crola – Drums

opinioni autore

 
I Poltergeist e l'amore per il buon vecchio thrash 2020-07-05 09:23:51 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    05 Luglio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Poltergeist sono una delle bands storiche del thrash metal europeo; attivi fin dal 1983 con il nome Carrion, modificato poi nel 1985 nell’attuale Poltergeist, hanno avuto una lunga pausa tra il 1994 ed il 2013, nel periodo in cui anche il thrash era sostanzialmente scomparso. Dal loro ritorno sulle scene questo “Feather of truth” è il secondo disco, dopo “Back to haunt” del 2016, a cui vanno poi aggiunti i tre full-lenghts realizzati nella prima parte della loro carriera. Non ho mai seguito particolarmente questa band, quindi mi sono affacciato incuriosito al loro thrash, connotato da velocità sostenute (siamo quasi al limite dello speed in alcuni passaggi), ottime trame di chitarra e basso (splendida l’apertura di “The culling” dell’ottimo Ralf Winzer Garcia!) ed una voce, quella di André Grieder, che non può non ricordare quella del mitico Steve “Zetro” Souza, specie nei momenti più maligni e perversi (ascoltatelo in “The attention trap” o nella successiva “Phantom army” e vi accorgerete della notevole somiglianza). Rispetto alla formazione originale degli anni ‘80, oltre al predetto singer, è rimasto il solo chitarrista V.O. Pulver, mentre bisogna registrare su questo disco l’ingresso del nuovo batterista Reto Crola. Il thrash del combo svizzero è decisamente ricco di energia, ha qualche passaggio mosheggiante alla Anthrax, ma fondamentalmente trae ispirazione dalla scena thrash della Bay-Area. Chi quindi dovesse cercare originalità o innovazione (parole quasi sconosciute nel thrash) non ne troverà nemmeno un grammo; dubito fortemente però che lo scopo dei Poltergeist sia quello di suonare innovativi o originali, penso invece che sia la loro passione verso queste sonorità a spingerli ancora, a 35 anni di distanza dai loro primi passi, a continuare a suonare. Se, quindi, siete dei vecchi thrashers come il sottoscritto ed apprezzate l’old-style (e magari disprezzate chi cerca di modernizzare il thrash), non potrete non rimanere favorevolmente colpiti da questo “Feather of truth”; canzoni come le già citate “The attention trap” e “The culling”, come anche “The Godz of the seven rays” o “Ambush” non mancheranno di infondervi energia e voglia di sbattere il vostro capoccione in furioso headbanging trita-cervicali. I Poltergeist hanno realizzato un disco più che piacevole e valido, sicuramente indicato per chi ama il buon vecchio thrash metal e se ne fotte ampiamente delle mode più recenti.

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