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I Rites of Daath passano agevolmente l'esame del primo full I Rites of Daath passano agevolmente l'esame del primo full

I Rites of Daath passano agevolmente l'esame del primo full

recensioni

titolo
Doom Spirit Emanation
etichetta
Godz ov War Productions
Anno

PROVENIENZA: Polonia 

GENERE: Death/Doom Metal 

FFO: Grave Miasma, Cruciamentum, Dead Congregation, Funebrarum 

LINE UP: 
TP - vocals, bass 
MS - guitars 
KP - guitars 
DC - drums 

TRACKLIST: 
1. Doom Spirit Emanation [04:55] 
2. The Accursing Tongues [04:36] 
3. Shrines of Seclusion [06:20] =ASCOLTA= 
4. Primeval Depths of Chaos [10:56] 
5. The Chasm [03:56] 
6. Mercuria n Blood [07:20] 

Running time: 38:03 

opinioni autore

 
I Rites of Daath passano agevolmente l'esame del primo full 2020-07-05 12:47:18 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    05 Luglio, 2020
Ultimo aggiornamento: 05 Luglio, 2020
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Primo album per i polacchi Rites of Daath, Death/Doom band di Cracovia attiva dapprima dal 2015 al 2017 col nome Cemetery Whore e che ha debuttato proprio nel 2017, dopo il cambio di monicker, con l'EP "Hexing Graves", già recensito sulle nostre pagine. Si sente come i quattro membri della band siano quelli originari sin dalla prima incarnazione, e lo si nota da come i Rites of Daath sembrino 'muoversi' come una sola entità; da notare come rispetto all'esordio i Rites of Daath puntino maggiormente sulla velocità d'esecuzione, sfornando un lotto di brani duri come granito e, per certi versi, 'malsani': il loro Death/Doom novantiano trova una nuova forma (sort of...), ma riesce a restare incisivo, grazie anche ad una produzione volutamente vintage: grezza, sporca, ma che risulta azzeccatissima per la proposta della band di Cracovia. Atmosfere ora più dure e taglienti ora più cupe e sulfuree, si ergono a vero e proprio stendardo del sound dei Rites of Daath, che tra chitarre dal flavor Black/Death - i Grave Miasma sembrano essere l'influenza principale dei Nostri -, una sezione ritmica lancinante ed un growl cavernoso, catacombale, ci regalano oscure gemme come le arrembanti title-track e "The Accursing Tongues" o la 'disturbante' "Shrines of Seclusion", highlight del disco a mani basse. Nella seconda parte del lavoro troviamo poi i due pezzi più lunghi, "Primeval Depths of Chaos" (quasi 11 minuti) e "Mercurian Blood" (poco più di 7 minuti), in cui i Rites of Daath mostrano tutta la padronanza dei propri mezzi, con due brani strutturati in maniera perfetta (il rallentamento nella parte centrale di "Primeval..." arriva come un cazzotto alla bocca dello stomaco).
Per i tanti fanatici del Death/Doom più oltranzista ed old school, il nome dei Rites of Daath è uno di quelli da appuntare; dopo essersi fatti notare con un buonissimo EP, confermano le favorevoli impressioni suscitate con questo "Doom Spirit Emanation", lavoro tanto cupo quanto violento, che premia la scelta della band polacca di spingere maggiormente sull'acceleratore rispetto al passato.

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