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Con "Threnos" gli On Thorns I Lay pubblicano il miglior lavoro dal loro ritorno Con "Threnos" gli On Thorns I Lay pubblicano il miglior lavoro dal loro ritorno Hot

Con "Threnos" gli On Thorns I Lay pubblicano il miglior lavoro dal loro ritorno

recensioni

titolo
Threnos
etichetta
Lifeforce Records
Anno

PROVENIENZA: Grecia 

GENERE: Melodic Doom/Death/Gothic Metal  

SIMILAR ARTISTS: My Dying Bride, Paradise Lost, October Tide, (early) Katatonia, Lacrimas Profundere 

LINE UP: 
Stefanos Kintzoglou - vocals 
Christos Dragamestianos - guitars 
Akis Pastras - guitars 
Jim Ramses - bass 
Antonis Venturis - keyboards 
Stelios Darakis - drums 

TRACKLIST: 
1. The Song of Sirens [06:58] =VIDEO= 
2. Ouranio Deos [06:19] 
3. Cosmic Silence [04:59] 
4. Erynies [05:35] =ASCOLTA= 
5. Misos [04:18] 
6. Threnos [07:14] =VIDEO= 
7. Odysseia [09:48] 

Running time: 45:11 

opinioni autore

 
Con "Threnos" gli On Thorns I Lay pubblicano il miglior lavoro dal loro ritorno 2020-07-06 19:43:05 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    06 Luglio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Prima di procedere con la recensione, devo recitare un mea culpa, per il ritardo abissale con cui arriva questa recensione di "Threnos", nono album degli On Thorns I Lay (terzo da quando si sono riuniti), band veterana della scena Metal greca. "Threnos" è anche il debutto per gli OTIL su Lifeforce Records, label tedesca che ha avuto l'occhio lungo di mettere sotto contratto una band che, svestiti i panni di gruppo Dark Rock del medio periodo, ha riabbracciato il Melodic Doom/Death degli esordi, unendo all'amore incondizionato per la scuola britannica (My Dying Bride, Paradise Lost) anche certe melodie figlie del Melodic Death/Doom di matrice svedese: un connubio - quello My Dying Bride + October Tide, potremmo dire - che rende il lavoro del sestetto greco interessantissimo sin dalle prime note dell'opening track "The Song of Sirens". Col procedere del disco si nota come gli OTIL abbiano ripreso dagli esordi certe sfumature Gothic, capaci di rendere malinconiche quanto poetiche le atmosfere che permeano l'opera. Di traccia in traccia si penetra sempre più nel mood cupo della band greca: tutto questo ben aiutato da una produzione sontuosa (e scusate la franchezza, ma grazie al cazzo visto che mixing e mastering sono opera di sua maestà Dan Swanö) che riesce a mettere in risalto esattamente allo stesso modo melodie, malinconiche atmosfere Gothic e le rocciose growlin' vocals di Stefanos Kintzoglou.
"Threnos" è uno di quei casi in cui è impossibile trovare un brano che possa 'prevalere' rispetto agli altri; la nona fatica dei veterani greci è da ascoltare tutto d'un fiato, che se fatto col giusto mood potrà rivelarsi un ascolto particolarmente affascinante. Gli On Thorns I Lay sembrano avere una certa urgenza di ritagliarsi il proprio spazio in questa particolare nicchia, e lo dimostrano i tre album in soli cinque anni dalla reunion; e "Threnos", pur uscito lo stesso anno dei nuovo lavori di My Dying Bride e Paradise Lost, dimostra di non soffrire alcun timore reverenziale e che la band ellenica ha decisamente ritrovato la propria verve.

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