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Gli Imperivm ci parlano dell'antica Roma

recensioni

gruppo
titolo
"Holy war"
etichetta
Revalve Records
Anno

TRACKLIST:
01 Time to fight
02 In a holy war
03 Fallen away
04 Second Triumvirate
05 3-Headed monster
06 Quo vadis Domine?
07 Brothers of legion
08 Sign of the cross
09 Rain of ash
10 Persecution
11 Fear of Messiah

LINE UP:
Spartacus Thracius: Vocals
Publius Sextius Leo: Guitars
Atticus Magnus Baro: Bass
Marcus Iunius Flores: Drums

opinioni autore

 
Gli Imperivm ci parlano dell'antica Roma 2020-07-09 16:03:05 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    09 Luglio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Da grande appassionato della storia romana, sono rimasto sorpreso quando ho scoperto l’esistenza di una band che parla appunto dell’antica Roma ed è chiamata Imperivm! Devo ammettere, mea culpa, che non sapevo che questo gruppo avesse inciso due albums tra il 2013 ed il 2017 (ma colmerò presto questa lacuna, promesso!); è stato quindi una sorta di dovere morale per me recensire questo terzo disco intitolato “Holy war”, uscito ad inizio luglio per Revalve Records. Il full-lenght, con un putto alato, una sorta di Cupido, in copertina è composto da 11 canzoni (finalmente un disco senza inutilissime intro!) di un frizzante e ruffiano power metal, come solo poche bands ormai sono in grado di suonare. La chitarra di Publius Sextius Leo è ottima protagonista, ben sorretta dal basso di Atticus Magnus Baro. La batteria dell’ottimo Marcus Iunius Flores connota il sound di un ritmo sempre brillante e la sua prestazione convince pienamente anche per una certa versatilità e poliedricità. Non mi ha convinto pienamente invece la voce del singer Spartacus Thracius; in alcuni passaggi (soprattutto per le note più alte del pentagramma) sembra faccia un po’ fatica e non mi sembra abbia una grande espressività, quando invece in alcuni momenti sarebbe servito poter variare un po’ la prestazione. Si tratta, comunque, di un punto di vista che, in quanto tale, è ampiamente opinabile. Ho ascoltato e riascoltato sempre con grande piacere questo disco, grazie ad una notevole orecchiabilità di fondo, in cui anche le tastiere (non so chi le abbia suonate, dato che Appius Flaminius non compare più nella formazione) hanno una parte importante. Non mi addentrerò nell’analisi dei singoli pezzi, in primis per non tediare con una recensione troppo lunga, ma anche perché tutto sommato non ci sono pezzi che spiccano (sia in negativo che in positivo) sugli altri ed è tutto l’album a convincere e conquistare. Fans del power metal, senza troppi giochi di parole, con questo “Holy war” degli Imperivm abbiamo davanti uno dei dischi migliori ascoltati in questo 2020, non fatevelo sfuggire!

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