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Sins Of Shadows: il cammino è ancora lungo per questo giovane act francese Sins Of Shadows: il cammino è ancora lungo per questo giovane act francese

Sins Of Shadows: il cammino è ancora lungo per questo giovane act francese

recensioni

titolo
The Master's Way
etichetta
Autoproduzione
Anno

Line up: 
Nicolas Jacon - Guitars
Elena Penalver - Vocals
Sébastien Normand - Bass

Tracklist:
1.Master's Way
2.A Man in the Crowd
3.Not in My World
4.Today's the Day
5.Far from Me
6.The Mountain
7.Sense of Hope
8.My Lost City

opinioni autore

 
Sins Of Shadows: il cammino è ancora lungo per questo giovane act francese 2020-07-10 10:40:21 Celestial Dream
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Celestial Dream    10 Luglio, 2020
Ultimo aggiornamento: 10 Luglio, 2020
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Arrivano da Parigi i Sins Of Shadows e questo “The Master's Way” è il loro disco d'esordio. Si presentano come una band heavy metal con forti influenze progressive tra Maidens e Symphony X, ma a noi pare proprio che l'essenza sia principalmente del melodic metal con voce femminile.

Il trio francese, guidato dal chitarrista Nicolas Jacon e dalla singer Elena Penalver, mostra alcuni passaggi interessanti ma, allo stesso tempo, anche diverse cosine da sistemare. Lo dimostra subito la partenza affidata alla title-track, dove le linee vocali convincono poco, sia per l'interpretazione un po' fredda della cantante, sia per un songwriting un pochino scolastico. In effetti sono i passaggi più elaborati, quelli che la band mostra saltuariamente, a convincere di più come nell'elaborata “Sense Of Hope”, song che supera gli otto minuti, presentando alcuni passaggi ricercati e buone intuizioni. Un'altra pecca del disco è la produzione che in certi momenti mostra alcune lacune importanti, in particolare per quanto riguarda il suono della batteria, aspetto evidente in brani come “A Man in the Crowd”, tra l'altro uno dei meglio riusciti del lotto, grazie a ritmiche scoppiettanti e melodie azzeccate. La chiusura è affidata alla sinfonica e dinamica “My Lost City”, dove Elena punta su un cantato tipicamente lirico.

I tipici errori da disco d'esordio sono presenti in questo “The Master's Way”, lavoro ancora acerbo. Ma occhio ai Sins Of Shadows, perché la loro carriera è appena iniziata e le potenzialità sembrano buone!

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