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Un Technical Death a cavallo tra diversi stili quello dei canadesi Goreworm Un Technical Death a cavallo tra diversi stili quello dei canadesi Goreworm Hot

Un Technical Death a cavallo tra diversi stili quello dei canadesi Goreworm

recensioni

gruppo
titolo
Prodigy of the Grotesque
etichetta
CDN Records
Anno

PROVENIENZA: Canada 

GENERE: Technical Death Metal 

FFO: Necrophagist, The Faceless, Spawn of Possession, Fleshgod Apocalypse, Beneath the Massacre 

LINE UP: 
Jesse Suess - vocals 
Brent Moerschfelder - guitars 
Jordan Estrela - guitars 
Derek Gibbs - bass 
Sean bruce - drums 

TRACKLIST: 
1. Abolish Mankind [03:54] =ASCOLTA= 
2. Disgraced Perversion [03:05] =ASCOLTA= 
3. Extreme Makeover: Facelift Edition [02:57] 
4. Trepidation [04:06] 
5. Grave for the Traitors [03:31] 
6. Homemade Mortuaries [02:36] =ASCOLTA= 
7. Ditch Pig [03:25] 
8. Engulfed by the Flames [03:18] 
9. Taste of the Deceased [04:38] 
10. Prodigy of the Grotesque [05:16] 

Running time: 36:46 

opinioni autore

 
Un Technical Death a cavallo tra diversi stili quello dei canadesi Goreworm 2020-07-15 14:01:30 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    15 Luglio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Debut album sotto CDN Records per i canadesi Goreworm, che con "Prodigy of the Grotesque" sorprendono sotto molti punti di vista. A discapito del nome - che farebbe pensare a una band Brutal e/o Gore - e del tipico sound del territorio da cui provengono, i Goreworm sono infatti dediti ad un Technical Death che affonda le proprie radici soprattutto nelle sonorità europee: Fleshgod Apocalypse (senza orchestrazioni) e Spawn of Possession sembrano infatti essere le maggiori influenze della band dell'Ontario, capace comunque di scrivere brani che sanno guardare anche in casa loro (Beneath the Massacre) ed al Technical Melodic Death statunitense, con alcuni passaggi che non possono non far pensare ai The Black Dahlia Murder. Il risultato di tutto questo è un disco tecnicamente validissimo e che risulta essere anche abbastanza variegato, con brutalità, melodie e tecnicismi che vanno avanti di pari passo con lo scorrere della tracklist. Altra cosa da apprezzare è che sembra proprio che ai Goreworm non piaccia perdere tempo: pezzi dalla durata nella media e con momenti filler ridotti quasi allo zero assoluto; diretti e quanto mai sfrontati, i Goreworm hanno la grande capacità di mutare all'occorrenza il proprio approccio, da passaggi brutali a taglienti melodie nel giro di un attimo ("Trepidation" e "Grave for the Traitors" gli esempi più lampanti).
E' con una certa curiosità che bisogna approcciarsi a questo debut album targato Goreworm, dedicandogli più di un ascolto attento per poterne cogliere le varie sfumature; se dal punto di vista dell'impatto saprà subito andare a segno, è nel giocare con gli stili che la band canadese si dimostra già discretamente matura: ascoltare per credere.

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