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Una nuova sfilza di ospiti ed un altro buonissimo album: tornano i Buried Realm Una nuova sfilza di ospiti ed un altro buonissimo album: tornano i Buried Realm Hot

Una nuova sfilza di ospiti ed un altro buonissimo album: tornano i Buried Realm

recensioni

titolo
Embodiment of the Divine
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Melodic Death Metal 

FFO: Soilwork, Nevermore, Children of Bodom, Kreator 

LINE UP: 
Jush Dummer - vocals, all instruments 

GUESTS: 
Andy Gillion (Mors Principium Est) - guitars on tracks 2, 4 
Benjamin Ellis (Scar Symmetry) - guitars on tracks 3, 7 
Bob Katsionis (ex-Firewind, Outloud) - keybords on track 5 
Dean Arnold (ex-Vital Remains) - guitars on tracks 1, 5 
Lee McKinney (Born of Osiris) - guitars track 8 
Peter Wichers (ex-Soilwork) - guitars on tracks 6, 7 
Rafael Trujillo (ex-Obscura) - guitars on track 9 
Ryan Strain - clean vocals on tracks 3, 6, 8, 9 

TRACKLIST: 
1. The Burning Remnants [06:00] 
2. Overlord [05:38] =ASCOLTA= 
3. Master Psychosis [04:02] 
4. Scales of Queen Dragon [04:19] 
5. Silver Tongue [06:35] 
6. In the Slahhow Light [04:54] 
7. Embodiment of the Divine [04:41] =ASCOLTA= 
8. Infinite Mutation [07:36] 
9. The Wonder and the Terror of Fortune [05:05] =ASCOLTA= 

Running time: 48:50 

opinioni autore

 
Una nuova sfilza di ospiti ed un altro buonissimo album: tornano i Buried Realm 2020-07-30 12:27:44 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    30 Luglio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Eravamo già rimasti favorevolmente impressionati dal debut album ("The Ichor Carcinoma", 2017) dei Buried Realm, solo project dell'artista statunitense Josh Dummer, che torna oggi con una seconda fatica su lunga distanza sempre autoprodotta, "Embodiment of the Divine". Come nel precedente lavoro, Butler si circonda di una sfilza di nomi illustri come ospito - per lo più per le chitarre soliste - tra i quali spiccano i nomi di rafale Trujillo (ex-Obscura) ed Andy Gillion (Mors Principium Est). Continua, il nostro Josh, a mantenere una certa varietà nella propria proposta: il Melodic Death di base (Soilwork, Children of Bodom) è infatti come nel primo album infarcito di influenze che passano dal Prog e e Prog/Power ("Overlord") a sfuriate thrashy, fino a passaggi in cui l'artista statunitense predilige un approccio più marcatamente Death, come nella prima parte dell'opening track "The Burning Remnants" o la parte centrale della già citata "Overlord". Nei quasi 50 minuti di durata di "Embodiment of the Divine", Butler riesce a tenere sempre alta l'attenzione dell'ascoltatore, a patto però che si sia fans di bands o progetti dal tasso tecnico maggiormente elevato e moderni (in "Master Psychosis" e in generale nei brani dove compare la voce pulita di Ryan Strain sembra di ascoltare gli ultimi Soilwork); se si predilige un approccio più "greve", probabile che a metà disco ci si sia già stancati.
Con il suo solo project Buried Realm, Josh Butler dimostra di essere un musicista che sa come scrivere e suonare della buonissima musica; in "Embodiment of the Divine" c'è una leggera virata verso le sonorità più moderne (alla Soilwork per intenderci, come avrete capito), ma con un occhio sempre attento al MeloDeath/Power degli inizi del secolo. Questo secondo lavoro presenta momenti più catchy (le voci pulite di Strain, il ritornello orecchiabilissimo di "Scales of Queen Dragon", il cui titolo sinceramente mi ricorda non poco Daenerys Targaryen), ha quindi una buona probabilità di essere accessibile a molti; dal nostro canto, per Buried Realm una promozione raggiunta con relativa facilità.

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