A+ A A-
 

Con questo terzo album I russi Katalepsy si confermano tra i nomi di spicco nel panorama Slam/Brutal Death Con questo terzo album I russi Katalepsy si confermano tra i nomi di spicco nel panorama Slam/Brutal Death Nuovo

Con questo terzo album I russi Katalepsy si confermano tra i nomi di spicco nel panorama Slam/Brutal Death

recensioni

gruppo
titolo
Terra Mortuus Est
etichetta
Unique Leader Records
Anno

PROVENIENZA: Russia

GENERE: Slam/Groove/Brutal Death Metal

TRACKLIST:
1. Closer than Flesh
2. Night of Eden
3. Those Who Rot the Souls =VIDEO= 
4. The God of Grave
5. Terra Mortuus Est
6. Kings of the Underground
7. Deep Down Madness
8. No Rest No Peace =ASCOLTA=
9. From the Dark Past (They Come)
10. Neonomicon III
11. Land of Million Crosses

LINE-UP:
Anatoly Shishilov - Bass
Bauglir - Drums
Anton Garasiyev - Guitars
Dmitry Dedov - Guitars
Igor Filimontsev - Vocals

opinioni autore

 
Con questo terzo album I russi Katalepsy si confermano tra i nomi di spicco nel panorama Slam/Brutal Death 2020-07-31 15:09:44 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    31 Luglio, 2020
Ultimo aggiornamento: 31 Luglio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Katalepsy sono una di quelle band imprescindibili per chi ama le frange più violente e pesanti del death, c'è poco da fare. Come ogni genere ha i suoi cavalli di battaglia, allo stesso modo il quintetto russo si è conquistato la fama e il podio a suon di feroce cattiveria. Attivi dal 2003 e dediti ad un marcissimo slam/brutal death, i nostri si fanno immediatamente strada tra Ep e produzioni minori, fino alla svolta del 2013 con il primo quanto ottimo "Autopsychosis", album che effettivamente diede a Igor Filimontsev e soci la spinta di cui avevano bisogno. Da lì in poi solo un susseguirsi di rinnovi stilistici che hanno portato, come dicevamo, l'asticella da un secco e pesantissimo slam death fortemente ispirato ai pionieri e vicini di casa Abominable Putridity, a passaggi più arzigogolati e cathcy di chiara derivazione Devourment, Decapitated e Ingested. Insomma, pur rimanendo fedeli a quei pattern che, a buon diritto direi, li hanno resi degnissimi di nota, i Katalepsy hanno saputo ancora una volta dare una sferzata di novità in questa nuovissima e terza fatica "Terra Mortuus Est", uscita per Unique Leader Records.
In realtà avrei molto poco da dire in merito, se non riconoscere la grande caratteristica e punto di forza del quintetto moscovita -fattore che, a mio avviso, è stato decisivo per affermarsi in questo mondo-: la scorrevolezza e chiarezza dei brani. Esattamente, nonostante ciò che andrete ad ascoltare può essere tranquillamente definibile come un buco nero di pesantissima cattiveria, l'album fila liscissimo come l'olio, risultando perfino orecchiabile di tanto in tanto -quest'ultima graditissima componente la si deve a quella puntina groove che rende i brani molto godibili da una parte e martellanti dall'altra-. Il salto qualitativo rispetto al precedente "Gravenous Hour" (2014) lo si percepisce sin dalle prime note dell'opener "Closer Than Flesh", una traccia a dir poco travolgente che entra a gamba tesa nella testa dell'ascoltatore con il suo inesorabile incedere. Complice di tutto ciò è l'aver pescato a piene mani nel death classico americano, una mossa astuta che ha saputo regalarci la scorrevolezza di cui sopra senza sfociare in quei -talvolta- noiosi e lentissimi passaggi tipici dello slam puro. A rendere "Terra Mortus Est" un grande album, ovviamente, è anche e soprattutto la micidiale prova canora di Igor Filimontsev, il vocalist che dal 2011 distrugge tutto ciò che incontra con il suo inconfondibile quanto marcissimo growl. Con quel tocco leggermente -core , il buon Igor mette la firma ad una già ottima prestazione. Non è un caso che in questo calderone di ferina cattiveria lo si riesca a sentire benissimo e perfino a capirne le parole.
Per farla breve, salvo qualche passaggio un po' più macchinoso qua e là e una non sempre costante originalità in qualche riff -"No Rest No Peace" e la successiva "From the Dark Past (They Come)", ad esempio, le ho trovate un tantino troppo ispirate l'una all'altra- i Katalepsy sono tornati più in forma che mai dopo quattro anni dalla loro precedente fatica. E lo hanno fatto reinventando ancora una volta il loro particolarissimo stile che riesce a fondere elementi prettamente slam/death a passaggi più groove e melodici. Il risultato è un sound marcissimo e ispirato ai big del genere ma orecchiabile e godibile.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Il debutto degli Ignited raggiunge la sufficienza
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Doro: una regina affezionata alle proprie sonorità
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Warkings è sinonimo di qualità
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dalla Finlandia il martellante Blackened Death dei Sepulchral Curse
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Septicflesh celebrano i trent'anni di carriera con questo magnifico Live con orchestra
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Una nuova sfilza di ospiti ed un altro buonissimo album: tornano i Buried Realm
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Damnation Angels: ritorno in gran stile!
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Chrysarmonia: pronti per il full length
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Elvenpath, non ci siamo proprio!
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Princess: “Lovely Heaven Crazy Band” è un disco a fasi alterne
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla