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Ampiamente insufficiente sotto ogni aspetto il quarto album degli argentini Draconis Ampiamente insufficiente sotto ogni aspetto il quarto album degli argentini Draconis Hot

Ampiamente insufficiente sotto ogni aspetto il quarto album degli argentini Draconis

recensioni

gruppo
titolo
Anthems for an Eternal Battle
etichetta
Brutal Records
Anno

PROVENIENZA: Argentina 

GENERE: Death Metal 

FFO: Hypocrisy, Death, Carcass, Slayer, Iron Maiden 

LINE UP: 
Gerardo Vargas - vocals, guitars 
Bruno Vargas - guitars 
Marco Villaroel - bass 

TRACKLIST: 
1. Anthems for an Eternal Battle [02:30] 
2. Puppets Who Ignore Their Masters [03:09] =ASCOLTA= 
3. Inner Quest [04:53] 
4. My Last Journey [02:51] 
5. Shadows of Emptyness [05:00] 
6. Remember the Unremembering [02:49] 
7. Ship of Illusions [04:18] 
8. Traitors of Everyday [02:35] 
9. Lost Angel [03:28] 
10. Falling into Darkness [04:01] 

Running time: 35:34 

opinioni autore

 
Ampiamente insufficiente sotto ogni aspetto il quarto album degli argentini Draconis 2020-08-04 13:50:13 Daniele Ogre
voto 
 
1.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    04 Agosto, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Presentati come una leggenda della scena estrema argentina - parole dell'agenzie che ne cura la promozione -, i Draconis possono essere sì annoverati tra i veterani di quella nazione (sono attivi dal 2003), ma detto in tutta sincerità sfido voi lettori a dire se li abbiate mai conosciuti prima d'ora. E credo proprio che la risposta sarà la stessa mia: ho sentito parlare per la prima volta dei Draconis quando è arrivato in redazione il promo di questo "Anthems for an Eternal Battle", quarto album della band capitanata dal cantante/chitarrista Gerardo Vargas; e dopo aver ascoltato più volte questo loro nuovo album, credo di capirne il motivo. Parliamoci chiaro, le composizioni dei Draconis avranno anche un buon tiro, ma tutto l'insieme è a dir poco insufficiente. Sono davvero troppe le cose che non vanno in "Anthems...", a partire da una produzione estremamente confusionaria, caotica, in cui voce e chitarre - quest'ultime dai suoni che al secondo brano cominciano ad essere fastidiosi - sovrastano tutto il resto con basso e batteria che quasi scompaiono; detto già delle chitarre, anche la voce di Gerardo risulta essere troppo monocorde e priva d'espressività, per finire col fatto che i brani sembrano essere alla lunga una riproposizione in loop delle stesse soluzioni, mancando anche in personalità (un mix tra le bands citate tra le influenze con riff maideniani che poco c'entrano col resto). Personalmente, non c'è un singolo brano da salvare nei 35 minuti di "Anthems...", mentre non ci sono dubbi sul punto più basso: "Shadows of Emptyness", a mani basse - spero tra l'altro in un gioco di parole, visto che "emptyness" nella lingua inglese nemmeno esiste -. Sincero, se questi sono i risultati di una carriera quasi ventennale e quattro album all'attivo, non mi stupisce di non aver mai sentito parlare dei Draconis. Né tanto meno se ne sentirò ancora parlare in futuro.

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