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Un EP disumano per i nostri The Big Jazz Duo, che va a concludere il concept nato lo scorso anno

recensioni

titolo
Samael
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Italia

GENERE: Symphonic/Experimental Deathcore

TRACKLIST:
1. Samael
2. Fall Of Valtiel
3. Path Of The Blinding Fog
4. The Coven Of The Morning Star (Ft. Francesco Ferrini)
5. Red Pyramid =OFFICIAL VIDEO=
6. Barbed Wire Concerto

LINE-UP:
Thomas Franceschetti - voce
Riccardo Gilardenghi - chitarra
Fabrizio Gesuato - chitarra e synth
Simone Salerno - basso e seconda voce
Alessandro Pigoni - batteria

opinioni autore

 
Un EP disumano per i nostri The Big Jazz Duo, che va a concludere il concept nato lo scorso anno 2020-09-04 13:49:24 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    04 Settembre, 2020
Ultimo aggiornamento: 04 Settembre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dunque dunque signori, oggi si torna a parlare di una band che già è stata trattata su questo portale ben due anni fa: I nostrani The Big Jazz Duo ed il loro spettacolare deathcore sinfonico. Già nel 2019 elogiai l'ottima performance dei nostri, sottolineando il loro particolare sound che univa a meraviglia la furia dei Thy Art Is Murder con l'opulenza e la sinfonia dei Fleshgod Apocalypse passando per qualche passaggio prettamente melodeath alla The Black Dahlia Murder. Ebbene, oggi il quintetto torna di nuovo in pista con il magistrale "Samael", nuovo Ep che conclude il concept nato con il precedente lavoro e che porta a compimento un processo di maturazione a dir poco esponenziale.
In realtà la recensione potrebbe anche finire qua, perché siamo di fronte a qualcosa che, se già all'epoca trovai interessantissimo e particolare, oggi mi vede costretto a ricredermi e a fare un grosso inchino a Thomas Franceschetti e soci per aver finalmente trovato la loro misura perfetta, ossia un sound ancora più maturo, vario e completamente diverso da tantissime altre realtà che trovate sul mercato. Il risultato è, per l'appunto, il qui presente "Samael" che, come un fulmine a ciel sereno, è piombato sulle nostre pagine a gamba tesa mostrandoci una band ormai diventata colossale dal punto di vista stilistico. Sei sono le tracce -compresa l'intro- che vi lascerannoa bocca aperta per la loro imponenza, complice di tutto ciò una produzione sublime che rende perfettamente giustizia a tutte le infinite sonorità e sfaccettature dei brani. Graditissimo -e direi anche doveroso- l'ospite Francesco Ferrini dei Fleshgod in "The Coven Of The Moning Star" che dà quella sferzata in più ad una traccia già di per sé inarrivabile. A ciò si aggiunga la sempre perfetta prova del buon Thomas, che ci regala un cantato violento e disumano come poche cose della vita che ben si adatta al contrasto creato dalla sinfonia di sottofondo. Questo ossimoro è forse una delle cose meglio riuscite e più interessanti di tutto l'Ep, anche se, adirla tutta, dovrei inventarmeli i difetti per trovarne qualcuno. Impeccabile anche il lavoro dietro le pelli, molto ispirato alle soluzione dei sempre presenti Flesghod, pur tuttavia restando fedele ad un stile piuttosto personale e ben implementato con le soluzioni -core, nella fattispecie in quelle sezioni molto più cadenzate e martellanti.
Insomma, mai avrei pensato di trovarmi nuovamente faccia a faccia con i The Big Jazz Due, e mai avrei pensato che il quintetto potesse maturare in una maniera così disarmante. Sono rimasto piacevolmente sorpreso, tanto da dare quel mezzo voto in più nonostante si tratti di un Ep. Ma mi raccomando, alla prossima voglio un album completo. In bocca al lupo e complimenti!

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