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Il nuovo lavoro di Winterblade dalle tinte Dark e Black. Il nuovo lavoro di Winterblade dalle tinte Dark e Black.

Il nuovo lavoro di Winterblade dalle tinte Dark e Black.

recensioni

titolo
Greatest Saga
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: U.S.A.

GENERE: Death Metal/Viking Metal/Folk Metal

LINE UP: 
Alex Waters - Voices/ All Instruments

TRACKLIST:
1. Greatest Saga
2. The Axe
3. Plunder
4. Kings & Slaves
5. Raven
6. One Lonely Visitor
7. Tyr's Daughter
8. Only the Strong
9. An Offering
10. Long Serpent
11. Wonder

opinioni autore

 
Il nuovo lavoro di Winterblade dalle tinte Dark e Black. 2020-09-14 09:40:38 Marianna
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Marianna    14 Settembre, 2020
Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 2020
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Dietro il one-man project di Winterblade si cela Alex Waters, già noto alle nostre orecchie per l'interessante debut album “Long Nights”. Ad appena otto mesi dalla sua uscita, ci troviamo davanti un nuovo lavoro: “Greatest Saga”; la tematica storica, questa volta, si ispira (tra le altre cose) al racconto “Greatest Saga of Olaf Tryggvason”, dello scrittore scandinavo Snorri Sturluson.

In apertura troviamo la title-track “Greatest Saga”, dall'incipit narrativo che traghetta l'ascoltatore verso un brano semplice, arricchito da graffianti riffs, la cui matrice rituale si mantiene costante durante tutto il minutaggio. “The Axe” è un pezzo totalmente opposto al precedente: dal carattere più oscuro, con leggere inflessioni Rock, ma sempre dominato dalla voce di Alex Waters. Questi si destreggia bene sia sul piano pulito che growl, riuscendo a dare carattere alla canzone (la macabra risata a metà è da brividi!). La tracklist prosegue sulla linea Black senza grandi colpi di scena fino a “One Lonely Visitor”, in cui si contrappone clean a growl, dando vita ad un brano dal sapore Pagan. Le parti cantate e la base che li accompagna, nella loro semplicità, arrivano dirette a chi ascolta, richiamando alla mente anche il vecchio Grunge degli anni '90.
“An Offering” è certamente la track che più si discosta dalle precedenti: l'influenza Dark/Black lascia il posto al Rock più moderno, che ricorda (vagamente) quello dei Black Label Society. La stessa voce, come detto sopra, è carica di sofferenza e passione tipica del Grunge, capace di creare una canzone che ci riporta indietro nel tempo.
In chiusura troviamo “Wonder”, la cui delicatezza ci appare totalmente inaspettata, visti i passaggi precedenti; nota di merito per l'esecuzione di Alex Waters, la cui voce ci stupisce in positivo. Una chiusura perfetta e chicca di questo album, la mia track preferita.

La narrazione delle gesta del primo Re della Scandinavia si intreccia con quella di regine, Dei e serpenti, sia in modo rabbioso che più soft, grazie ai diversi piani vocali. Sebbene le influenze musicali siano molteplici, possiamo certamente affermare che quella Black è la dominante, andando di pari passo con l'esecuzione diretta e senza tanti fronzoli, tipicamente Pagan. Ad arricchire il tutto, troviamo un campionario di effetti sonori ed intermezzi narrativi che, non solo creano suggestione ed enfasi ai brani, ma aumentano anche il carattere teatrale di questo lavoro ed il conseguente coinvolgimento dell'ascoltatore.
“Greatest Saga” è un buon album, quasi rustico sia nella resa che nella registrazione e, forse, quest'ultima ne viene penalizzata. Le parti vocali, insieme (ancora una volta) alla batteria, andrebbero perfezionate; una volta smussate queste piccole imperfezioni, il prodotto finale ne troverebbe giovamento.

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