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In Flames: 20 anni di "Clayman" con un artwork più convincente ed un aggiunta di brani vergognosa In Flames: 20 anni di "Clayman" con un artwork più convincente ed un aggiunta di brani vergognosa

In Flames: 20 anni di "Clayman" con un artwork più convincente ed un aggiunta di brani vergognosa

recensioni

gruppo
titolo
Clayman 20th Anniversary Edition
etichetta
Nuclear Blast
Anno

Tracklist:
1. Bullet Ride
2. Piball Map
3. Only For The Week
4. …As The Future Repeat Today
5. Square Nothing
6. Clayman
7. Satellites And Astronauts
8. Brush The Dust Away
9. Swim
10. Suburban Me
11. Another Day In Quicksand
12. Themes And Variation In D Minor
13. Only For The Week (Re-Recorded)
14. Bullet Ride (Re-Recorded)
15. Pinball Map (Re-Recorded)
16. Clayman (Re-Recorded)

Line Up:
Anders Friden (Vocals)
Bjorne Gelotte (Guitars)
Niclas Engelin (Guitars)
Bryce Paul Newman (Bass)
Tanner Wayne (Drums)

opinioni autore

 
In Flames: 20 anni di "Clayman" con un artwork più convincente ed un aggiunta di brani vergognosa 2020-09-14 10:59:46 Gianni Izzo
voto 
 
1.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    14 Settembre, 2020
Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

E’ stato bello ascoltare dopo tanto tempo, quello che considero l’ultimo baluardo musicale degli In Flames. Seppure per i più puristi, anche questo disco è stato considerato una sorta di tradimento musicale, l’ho sempre trovato coerente con quanto fatto fino ad allora dalla band svedese. Una buona via di mezzo, tra la voglia di mainstream e le proprie radici musicali, con un sacco di classici e buonissime tracce: dall’opener, a “Pinball Map”, dalla title-track a “Only For The Week”, “Square Nothing”, “Brush The Dust Away”…

Lo sappiamo che gli In Flames hanno optato per una metamorfosi radicale del loro sound e della loro immagine, e forse i fans più giovani neanche conoscono come suonavano gli In Flames fino al 2000. Festeggiare i vent’anni di “Clayman” per mostrare proprio agli ultimi fans qualcosa di importante del proprio passato, potrebbe pure valere una riedizione del disco, che tra l’altro ha anche una copertina più accattivante rispetto a quella originale.
Il voto non è certo riferito quindi al valore di “Clayman” la cui bontà rimane intatta ed ancora estremamente piacevole, nonostante il ventennio che lo separa dalla propria nascita.
Purtroppo però il lavoro è stato “arricchito” da ri-registrazioni dei brani più conosciuti del disco, ed un inedito strumentale, di quelli da un ascolto e approvazione, ma senza nessuna possibilità di trovare la voglia vera di riascoltarlo. Riferimento del titolo a Brahms, “Themes And Variation…” è un medley di “Clayman” riproposto da violoncelli.

Le quattro canzoni ri-registrate dalla nuova line up, a livello compositivo cambiano leggermente, qualche tocco di batteria, qualche taglio, sicuramente la voce mezza disastrata del vecchio Friden non aiuta, ma in realtà le tracce seguono complessivamente le loro alter ego più anziane. E’ il mix e mastering che però le massacra totalmente. Per un attimo ho pensato che le mie casse si fossero rotte. Il sound è tremendamente ingolfato, le chitarre abbassate ed impastate, la batteria sembra suonare dalla camera accanto. Sembra che una scimmia si sia messa a mixare i brani, livellando a casaccio i suoni. Inascoltabile, davvero. Quasi nessuna band tende a cavarsela nel riproporre i propri pezzi in una versione differente, pensavo che le cose peggiori in questo senso siano state pubblicate dai Manowar, ed invece no, gli In Flames si prendono lo scettro della peggior cover band di sé stessa. “Clayman” per me rimarrà sempre un signor album, le cose “nuove” aggiunte a coda del disco sono degne dell’indifferenziata.

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